La crisi tocca anche Harvard e Yale

crisifinanziaria.jpgLe due università più ricche e prestigiose degli Stati Uniti, Harvard e Yale, hanno subito un crollo della loro dotazione finanziaria attorno al 30 per cento durante l’anno fiscale che si è concluso a giugno. Lo rendono noto gli stessi atenei. Negli ultimi anni le due scuole hanno investito grosse cifre in fondi hedge, private equity e fondi chiusi che investono in foreste e legname. Ma i risultati sono stati inferiori alle aspettative e hanno causato alle due prestigiose università un crollo significativo delle loro risorse.
Harvard, situata a Cambridge (stato del Massachusetts), ha annunciato che la sua dotazione finanziaria è scesa a 26 miliardi di dollari – lo stesso livello del 2005 – dopo che, nel 2008, aveva quasi raggiunto i 37 miliardi. Una crollo del 27,3%, circa 11 miliardi di dollari, ossia il peggiore degli ultimi 40 anni, che ha costretto lo storico ateneo fondato nel 1636 a effettuare diversi tagli sul personale e interrompere l’allargamento del campus oltre il fiume.
«Nonostante le perdite, che rappresentano il totale dei fondi a disposizione di qualsiasi altra scuola eccetto Yale, Princeton e Stanford – si legge sul sito del The Harvard Crimson, quotidiano dell’università – i mezzi economici di Harvard restano i più ampi nell’ambito dell’istruzione universitaria».
Per Yale va anche peggio: le sue dotazioni finanziarie si sono ridotte del 30%, portando il totale a sua disposizione a 16 miliardi di dollari. Cinque punti percentuali in più rispetto alla riduzione del 25 per cento prevista nei mesi scorsi. In una lettera inviata alla facoltà e allo staff dell’università del New Haven (Connecticut), il presidente della scuola Richard Levin e il rettore Peter Salovey hanno affermato che la scuola avrà un deficit annuale di 150 milioni di dollari a partire dell’anno accademico 2010-2011 fino al 2013-2014.

Manuel Massimo

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