La compagna di classe non riesce a parlare e allora un’intera scuola impara la lingua dei segni

Storia di solidarietà ed integrazione che arriva da Imola, in provincia di Bologna. Settanta ragazzi hanno imparato la Lis per comunicare con la compagna.

La compagna di scuola non riesce a parlare e allora un intero istituto impara la lingua dei segni per farla sentire meno sola: è la bella storia di solidarietà e integrazione che arriva da Imola, in provincia di Bologna, dove una bimba di 8 anni che frequenta la scuola elementare “Marconi” ha avuto il supporto di un’intera scuola per riuscire a non sentirsi discriminata a causa del suo problema.

Come racconta il Corriere Romagna, la bimba soffre dalla nascita di una grave sindrome che le impedisce di parlare. La sua famiglia ha da tempo intrapreso un percorso con un’associazione specializzata che l’ha portata a conoscere la lingua dei segni. L’ostacolo maggiore però era rappresentato dal fatto che la comunicazione con il mondo esterno però continuava ad essere problematico visto che chi “parla” di solito non conosce la Lis ed è quindi necessario sempre avvalersi di un interprete per poter comunicare al meglio.

Un problema che si è riproposto durante anche a scuole ed è stato aggravato dal fatto che durante le ore di lezioni in classe, l’aiuto dei traduttori non è garantito per il tempo totale. Di solito su 26 ore di lezione solo per 10 è previsto la garanzia di un’assistenza. Particolare che provoca quotidianamente all’interno delle nostre scuole una difficoltà in più per gli studenti che non riescono a parlare oppure sordi.

Ecco, dunque, che per superare questo ostacolo all’interno degli istituti si sonda la disponibilità da parte dei compagni di classe a poter apprendere la lingua dei segni. Una disponibilità che a Imola, anche grazie al coinvolgimento del comitato dei genitori dell’istituto Marconi, è stata estesa anche agli altri bambini che frequentano la scuola elementare: si tratta in tutto di 70 ragazzi che, attraverso un laboratorio che si è svolto anche online, sono riusciti ad imparare e conoscere la Lis in modo da poter interagire in modo diretto e senza mediazioni con la loro compagna.  

Total
3
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Università a rischio crack in Brasile: "Non abbiamo i fondi nemmeno per pagare acqua e pulizie"

Next Article

Gervasoni: "Ho fatto critiche non insulti". Ma la ministra adesso chiede provvedimenti

Related Posts