Istat: sempre meno iscritti all'Università

Una fotografia dell’Istituto Italiano di Statistica da un quadro impietoso sul mondo universitario e dell’istruzione in generale. In 10 anni, dal 2008 al 2017, guardando la distribuzione provinciale del tasso di passaggio all’università l’Italia appare divisa in due: la quasi totalità del Centro-nord insieme ad Abruzzo e Molise su livelli più elevati, la gran parte del Sud (Isole comprese) su valori decisamente inferiori. Anche nel 2017, come in tutti gli anni precedenti, Isernia è prima in Italia, con 65 diplomati su 100 che si iscrivono all’Università nello stesso anno del diploma. A Siracusa, ultima, il tasso scende al 38%. Nel quintile più alto della distribuzione, oltre a Isernia si trovano L’Aquila (62%), Lecco e Parma (entrambe al 60%) e le città metropolitane di Milano e Genova, con tassi intorno al 56%.
Inoltre i punteggi medi sulle competenze alfabetiche degli studenti delle scuole superiori nel 2018 definiscono un quadro territoriale fortemente polarizzato tra le province dell’Italia settentrionale e quelle del Mezzogiorno. Lecco è prima con 214 punti e Trento seconda a brevissima distanza. Nel primo gruppo si trovano soltanto province del Nord mentre quelle meridionali si concentrano in coda alla distribuzione. Enna è ultima in Italia con 177 punti (a 37 punti di distanza da Lecco), preceduta di poco da Crotone. La mappa delle competenze numeriche degli studenti non si discosta molto da questo quadro (Figura 6). Si conferma la collocazione delle province del Nord nel quintile più alto, con Trento al primo posto (224 punti) e Lecco al secondo (223). L’ultimo gruppo, invece, è composto esclusivamente dalle province del Mezzogiorno, con Crotone ultima (174), preceduta da Enna (176). Il centro Italia si connota per una maggiore eterogeneità nei valori di entrambi gli indicatori.

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