Intervista al ministro Giannini: "Ora tocca agli insegnanti mettere in pratica la riforma"

Alla fine la riforma è diventata legge. Dopo 10 mesi di consultazioni, confronti, proteste e manifestazioni, è stata approvata in Parlamento la Buona Scuola. Dal 1° settembre, insomma, si cambia. Ecco l’intervista del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, al Corriere: “Senza l’aiuto degli insegnanti la riforma è inutile”

Ministra, lo sa che qui davanti Montecitorio da giorni sindacati e insegnanti le promettono «la Stalingrado della scuola» per il prossimo settembre?

«Ora c’è da costruire il consenso fuori. L’approvazione della legge non è la fine, ma l’inizio di un percorso che ha come obiettivo di rendere finalmente protagonista la scuola italiana. Il mio compito ora è quello di far trapelare la verità dei contenuti della Buona scuola, perché ci sono state troppe strumentalizzazioni e banalizzazioni e qualcuno ha preferito darne una visione caricaturale.
Io capisco le preoccupazioni, ma succede sempre quando si cambia e questa è però un’opportunità straordinaria».

Per mesi avete spiegato la Buona scuola, fatto consultazioni online, diffuso schede, girato scuole, organizzato giornate dedicate, ma il mondo della scuola continua a non essere convinto e promette un autunno caldissimo di proteste e mobilitazioni. Perché la riforma continua a non piacere?

«La protesta è sempre organizzata e quindi urla sempre di più, mentre il consenso è silenzioso. Questi mesi sono stati intensi e faticosi, ci siamo presi fischi e contestazioni, ma anche applausi. Tanti insegnanti mi hanno detto che stavamo facendo bene. Ma il consenso è silenzioso, allora io mi chiedo perché invece chi è coinvolto direttamente ed è d’accordo non si fa sentire? Tony Blair, che fece una riforma della scuola, mesi fa mi disse: “Non ti far scoraggiare dalle proteste”. Io oggi dico che se la legge non verrà applicata sarà del tutto inutile, quindi ora serve un fronte consapevole che interpreti la Buona scuola e la metta in pratica».

I sindacati possono aiutarla in questo? Dicono che la riforma è inapplicabile, che a settembre sarà il caos...

«I sindacati fanno il loro lavoro, ma devono assumersi anche le loro responsabilità. Va bene il gioco delle parti ma basta con la retorica del precariato da eliminare: non possono non guardare al fatto che assumiamo oltre centomila persone più altre 60mila con il concorso che diventerà l’unico modo per accedere all’insegnamento. Da ora in poi si verrà assunti in base ai propri titoli, all’esperienza, e non più per supplica. Ecco, finisce il modello della preghiera del precario, i sindacati dovrebbero esserne contenti».

E il contratto degli insegnanti?

«Ecco, vorrei sfatare il tabù del contratto e vorrei invece iniziare una riflessione aperta sul profilo del docente, sul suo status, è il momento di parlarne, ora è un tema che si può affrontare con serenità, la mia porta è sempre aperta».

Ma i sindacati prevedono invece migliaia di ricorsi…

«Questo è un Paese fondato sui ricorsi…».

Il mondo della scuola si è lamentato di non essere mai stato ascoltato in questi mesi, perciò il premier Matteo Renzi aveva annunciato una conferenza sulla scuola con tutte le parti coinvolte, si farà?

«Posso dire che con l’approvazione di oggi cominciano gli Stati generali della scuola e io invito tutti, dal governo alla politica, a mantenere la scuola al centro del dibattito, restino l’attenzione e la tensione su questo tema perché ora la scommessa è partita. C’è un testo unico da scrivere, ci sono le deleghe, c’è molto da fare. È un’opportunità per tutti ma se non la cogliamo, la legge resterà solo sulla carta».

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  1. Punto primo la ministra ha glissato sul contratto degli insegnanti.
    Per chiarire poi non si possono fare riforme basate sui poteri dati una singola persona in questo caso il ds. Le riforme sono altre, servono soldi pubblici da investire per migliorare l’offerta data agli studenti. Siamo l’ultimo paese in europa per investimenti in questo settore. La scuola pubblica deve poter garantire a tutti l’opportunità di raggiungere degli obiettivi.Dovrebbe essere gratuita e invece i ragazzi si ritrovano a dover pagare un contributo per far sì che le scuole funzionino, oltre naturalmente al costo dei libri. Queste sono riforme a costo zero. Gli insegnanti che verranno assunti, lo saranno non grazie al governo ma grazie alla corte europea. inoltre vorrei far notare alla ministra Giannini che noi siamo stati assunti perchè vincitori di concorso. I docenti, quasi il 90% si è dichiarato contrario a questa riforma e il governo non ne ha tenuto conto minimamente arrivando a uno scontro che non ha precedenti. E vorrei infine far notare alla nostra ministra che i nostri salari sono i più bassi d’europa e sono anni che andiamo avanti senza speranze. Bisogna invece valorizzare lo sforzo fatto dai docenti finora, i nostri ragazzi, malgrado le difficoltà della scuola italiana, quando vanno all’estero fanno veramente la differenza!

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