Insorgono i genitori contro il preside che vieta le preghiere a scuola. Lui: "Applico soltanto la legge"

La scuola pubblica è laica? Si secondo la Costituzione della Repubblica. Eppure a Palermo dopo che il preside della scuola Regusa Moleti ha vietato con una circolare statue, preghiere durante le ore di lezione e immagini del Papa, è stato raggiunto dall’ira di molti genitori. E non solo. La politica ci ha messo del suo con cattolici dell’Udc, leghisti e forzisti pronti a chiedere la sua testa alla ministra Valeria Fedeli. Il dirigente in questione si chiama Nicolò La Rocca, siciliano che ha lavorato per anni in Lombardia, non ci sta: “Ho soltanto seguito la legge – afferma -. Un parere dell’Avvocatura dello Stato dell’8 gennaio del 2009, allegato alla nota del gabinetto del Miur del 29 gennaio 2009, in base al quale è da escludere la celebrazione di atti di culto, riti o celebrazioni religiose nella scuola durante l’orario scolastico o durante l’ora di religione cattolica, atteso il carattere culturale di tale insegnamento”.
Laicismo, insomma, in un contesto, come quello siciliano, che è molto confessionale. Effetto non voluto, la rivolta di alcuni genitori, uniti contro il dirigente scolastico. Indetta anche una raccolta di firme da presentare perfino all’arcivescovo. «Così – dice un padre, Domenico Calò – si destabilizzano la mente e le abitudini dei nostri figli, è un atto di autoritarismo non concordato con gli organi collegiali». Una mamma, Daniela Mirabella: «Siamo allibite. Parlo a nome di tutte le mamme cattoliche: esigiamo che le immagini sacre tornino al loro posto, che i nostri bambini tornino a recitare la preghiera». La circolare “proibizionista” scaturisce però dalla presa di posizione da parte di un genitore, pronto a rivolgersi al sito di un quotidiano nazionale per lamentare la presenza di un paio di statue della Madonna ritenute ingombranti, nei corridoi, sorta di altarini completati da immagini di Giovanni Paolo II e Francesco, affisse alle pareti. Da qui il documento generalista del preside: “Ci sarebbe nella nostra scuola l’usanza, da parte di alcuni docenti, di far pregare i bambini prima dell’inizio delle lezioni e di far intonare canzoncine benedicenti prima della consumazione della merenda”. E dunque via le immagini sacre, mentre il dirigente spiega di essersi limitato “a ricordare che i riti e gli atti di culto possono essere fatti solo nelle attività extracurriculari. Le statue della Madonna erano enormi. Le avrei fatte togliere anche se fossero appartenute ad altre religioni”. Ma lui, il preside, è credente? “È assolutamente ininfluente”, precisa. Però tiene un crocifisso nel suo ufficio e lo consente in altre aule: “La sua presenza è regolata dalla legge, certo che lo lascio, ci mancherebbe”.

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