Il DDL La Buona Scuola è legge: 277 voti favorevoli, 173 i contrari

La Buona Scuola è stata approvata dalla Camera dei Deputati con 277 voti favorevoli, 173 contrari e 4 astenuti. Al secondo giorno in discussione a Montecitorio, il disegno di legge che riforma il mondo dell’istruzione e apre le porte a 100 mila assunzioni entro il prossimo settembre è arrivato alla votazione finale. Rifiutate tutte le proposte di modifica da parte delle opposizioni; il testo licenziato dal Parlamento diventerà legge quando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Tensione in aula durante la discussione, in particolare, alcuni esponenti della Lega Nord hanno manifestato il proprio dissenso con cartelli e fogli sopra cui era riportato lo slogan “Giù le mani dai bambini” nel momento in cui si è parlato dell’introduzione di tematiche di genere all’interno della formazione scolastica inferiore.
giù le mani dai bambini
A favore hanno votato Pd, Area popolare (Ncd-Udc), Scelta civica, Pi-Cd, Psi, Minoranze linguistiche. Contrari M5s, Forza Italia, Lega, Sel, Alternativa libera, Fratelli d’italia. In dissenso dal gruppo Gian Luigi Gigli e Mario Sberna (Pi-Cd) non hanno partecipato al voto. Carlo Galli (Pd), anche a nome anche di altri deputati democratici, ha espresso il ‘no’ al provvedimento. ‘No’ anche dal deputato Stefano Fassina (misto). Filippo Fossati (Pd) ha dichiarato il non voto del ddl.
“Questo non è un atto finale, ma l’atto iniziale di un nuovo protagonismo della scuola”. Ha commentato il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini a pochi minuti dall’approvazione del DDL
“La scuola riparte a settembre con maggiore regolarità rispetto ad anni dominati dalla supplentite – aggiunge il Ministro – Riparte con l’opportunità straordinaria di avere la persona al centro”.
approvazione buona scuola
Fuori da Montecitorio, sindacati e docenti hanno stabilito un sit in che va avanti da giorni e che è stato confermato anche per l’intera giornata odierna.
 

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Papa Francesco agli universitari: "Il tempo di studio non è un diritto, ma un privilegio"

Next Article

Cosa cambia con La Buona Scuola spiegato in 12 punti

Related Posts
Leggi di più

Seggi elettorali, Cittadinanzattiva: “L’88% ancora nelle aule. E la maggior parte dei comuni non vuole spostarli”. L’appello

Le amministrazioni che hanno deciso di continuare a votare nelle scuole lo fanno per diversi motivi. In primis, la mancanza di luoghi pubblici o privati aventi le caratteristiche richieste. Cioè: senza barriere architettoniche, con servizi igienici e spazi per alloggiare le forze dell'ordine e in prossimità dell’elettorato resident