I ricercatori: “Non lavoriamo mai”. Ma intanto il laboratorio brucia fondi pubblici

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I ricercatori dei laboratori Pfizer durante una contestazione all’acquisizione avvenuta nel 2011 a opera della Myrmex

Ricercatori costretti a non lavorareSuccede a Catania, nel centro Myrmex: da due anni gli studiosi non mettono mano a nessun progetto di ricerca. Ma solo lo scorso agosto la Banca d’Italia ha erogato 3 milioni di euro a favore dell’Istituto 

 

Il caso: un centro di ricerca all’avanguardia, un laboratorio sovvenzionato con fondi pubblici nel quale sono impiegati 76 ricercatori, ma nessuno di loro lavora a progetti di ricerca e sono costretti a impegnare il tempo giocando a dama, guardando film o leggendo libri. È quanto succede a Catania, nel laboratorio Myrmex, centro tossicologico d’eccellenza fino al 2011 quando proprietà e gestione degli studi sono passati di mano.

A denunciare l’accaduto sono gli stessi ricercatori che, in un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, rivelano i retroscena del loro lavoro – fantasma: “La nostra ricerca, negli ultimi due anni, è stata realizzata solo sulla carta: a questo progetto non ho lavorato neanche un minuto. Ho firmato documenti nei quali dichiaravo d’aver lavorato molte ore: è falso. Ho firmato per timore di perdere il lavoro, non sono l’unico, ma ora sono stanco: aspetto che un magistrato mi convochi, per raccontargli tutto, spero che la Guardia di Finanza entri nei nostri uffici. Non abbiamo neanche i reagenti. Sono tutti scaduti. Di quale ricerca parliamo?”

Intanto, però, il laboratorio continua a ricevere finanziamenti pubblici: lo scorso 7 agosto, infatti, la Banca d’Italia ha versato nelle casse dell’istituto 3 milioni di euro, destinati a finanziare gli inesistenti progetti di ricerca. E gli stessi addetti ai lavori, ben 76 ricercatori, confermano lo stato di salute dei conti dell’ente: “Riceviamo regolarmente lo stipendio, ma molti di noi passano la giornata al pc, guardando film o leggendo libri”.

Una situazione su cui dovrà indagare la magistratura e che porterà a chiarire le responsabilità dell’accaduto.

 

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