I giovani medici scendono in piazza: “Noi vogliamo specializzarci”. Migliaia di adesioni per la manifestazione del 2 Aprile

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Garantire un numero di borse di specializzazione congruo a quello dei laureati in Medicina; programmare attentamente l’accesso alle Facoltà dell’area sanitaria in modo che risulti proporzionale al numero dei contratti di formazione specialistica; pubblicare il regolamento per il prossimo concorso di specializzazione nazionale e attuare il decreto che fissa nuove norme di monitoraggio per le Scuole di specializzazione. Questi le rivendicazioni che i giovani medici porteranno in piazza Montecitorio, a Roma (appuntamento fissato per le ore 10.30), il prossimo 2 Aprile durante la manifestazione “Noi vogliamo specializzarci”.

Una mobilitazione nata spontaneamente sul Web, tramite un’apposita pagina Facebook, senza il supporto diretto delle sigle sindacali, che sta raccogliendo migliaia di adesioni da parte di associazioni di settore, giovani medici neoabilitati ed aspiranti specializzandi, studenti di medicina, medici e formandi in medicina generale.

Tutti in piazza per chiedere a gran voce la soluzione di una situazione che, stando ai numeri, rischia di divenire insostenibile: oltre 10mila iscritti alle Facoltà di Medicina e Chirurgia lo scorso anno (erano 6.500 quattro anni fa), in proiezione 8-9mila laureati entro l’a.a. 2016-2017 per i quali, stando alla normativa attuale, saranno disponibili solo 3.500-4.000 contratti di formazione. Una prospettiva che porterebbe ad avere nei prossimi 4-5 anni un esercito di 20mila laureati in Medicina che non potranno accedere alla specializzazione e che, quindi, non potranno esercitare la professione presso nessuna struttura pubblica e molte private (la normativa, infatti, prevede che il titolo di “specialista” sia indispensabile per lavorare come medico in strutture del Servizio Sanitario Nazionale).

“Questo è l’ultimo treno – scrivono gli organizzatori della manifestazione – Entro il 31 Luglio uscirà il bando con il numero di contratti e siamo fermi da mesi a 3.500! Se anche questa volta resterete a casa pensando che qualcuno manifesterà per voi comprometterete la possibilità di specializzarvi”.

Ecco nel dettaglio le richieste che i manifestanti rivolgeranno a Governo e Parlamento durante la manifestazione del 2 Aprile.

 

1. che si provveda al più presto al reperimento delle risorse aggiuntive necessarie all’incremento del capitolo di spesa relativo ai contratti di formazione medica specialistica a finanziamento ministeriale . Ad oggi infatti le risorse sono sufficienti a finanziare circa 3300 contratti di formazione  a fronte di circa 10mila aspiranti specializzandi.
Riteniamo questo scenario insostenibile per i giovani colleghi, per la nostra Sanità ed il nostro Paese, ed è necessario correggerlo con soluzioni efficaci:

  • Attingere alle risorse, cronicamente inutilizzate, del FSE (Fondo Sociale Europeo) in mano alle Regioni. In tal proposito, la regione Campania, proprio utilizzando tali risorse, ha stanziato sino a 10 milioni di euro da destinare alla formazione post laurea di area sanitaria per il corrente a.a.. Se le altre regioni ne seguissero l’esempio, si potrebbe arrivare a un consistente aumento dei posti messi a bando.
  • Fare ricorso al “contributo di solidarietà” (si tratta di prelievo una tantum da eseguire sui pensionati e pensionandi titolari di pensioni ENPAM superiori ai 4800 euro mensili), i cui ricavati andrebbero a finanziare il capitolo di spesa relativo ai contratti di formazione delle scuole di specializzazione e molte altre voci di spesa riguardanti il mondo dei giovani medici.
  • Attingere al fondo “Garanzia per i giovani”, uno stanziamento europeo per ogni Stato dell’Unione a vantaggio dell’occupazione giovanile. Proprio il 15 gennaio all’Italia sono stati destinati a tal fine ben  530,18 milioni di euro. E’ notizia di questi giorni la volontà del nuovo Premier Matteo Renzi di estendere tale fondo anche ai giovani fino ai 29 anni, implementando le risorse a disposizione fino a 1,7 miliardi di euro. Basterebbe destinare una percentuale inferiore al 4% di questo denaro ai giovani medici, ovvero 75 milioni, per finanziare ulteriori 3000 borse di specializzazione per quest’anno, arrivando al soddisfacente totale di 6500 borse (più eventuali borse regionali).

 

2. Programmare attentamente  il numero di nuovi accessi al corso di Laurea in Medicina e Chirurgia   affinché il numero di laureati sia proporzionale al numero di contratti di formazione specialistica. Ricordiamo  che a fronte di 10 mila immatricolazioni in medicina ( 14 mila nel 2013 a causa dei ricorsi al TAR) i contratti di formazione specialistica  sono attualmente 3300.  Questo comporterà per circa 5000 medici ogni anno l’impossibilità di  divenire specialisti completando l’iter formativo
Ci preme ricordare che il titolo di specialista è INDISPENSABILE  per  lavorare  in conto e per conto del SSN e , stante attuali norme di accreditamento istituzionale di molte Regioni,  anche presso le  strutture sanitarie private . Chiediamo quindi che gli ingressi a medicina siano regolati  in modo da permettere ai laureati ( circa il 90% di chi supera il test)  di poter completare il percorso formativo specializzandosi.

3. che si proceda con urgenza alla divulgazione del regolamento  del prossimo  concorso di specializzazione finalmente su scala nazionale , indicando quanto prima ai futuri candidati le modalità precise di svolgimento della prova, indispensabili per consentire un’adeguata organizzazione della propria preparazione e  che vengano delucidati alcuni dettagli dello svolgimento del concorso, come ad esempio:

1. quali figure verranno incaricate dell’elaborazione dei quesiti oggetto delle prove;
2. quale metodo di correzione centralizzata e automatizzata delle stesse verrà predisposto;
3. le tempistiche e le modalità delle procedure di validazione dei quesiti da parte della commissione nazionale appositamente predisposta, e delle sue eventuali sottocommissioni;
4. le procedure di sicurezza che si intende attuare in sede concorsuale, per garantire l’assoluta assenza di brogli e manomissioni;
5. l’aggregazione di candidati provenienti da più Università in un numero ridotto di sedi di svolgimento delle prove concorsuali

4. che si proceda ad emanare il decreto attuativo  sulla revisione degli ordinamenti e delle regole di attivazione e monitoraggio delle Scuole di Specializzazione.  Nel decreto legge “L’Istruzione riparte”.” approvato definitivamente al senato lo scorso 7 novembre è stato infatti  stabilito che entro il 31 marzo 2014 il MIUR è chiamato a riorganizzare classi, tipologie e durata dei corsi di formazione specialistica riducendone in alcuni casi la durata, rispetto a quanto previsto dal DM 1 agosto 2005, con osservanza dei vincoli previsti dalla normativa europea
Bisogna ricordare  per onestà intellettuale, che i precedenti  decreti del Miur , che hanno aumentato la durata dei percorsi formativi senza aumentare il capitolo di spesa,  hanno prodotto questa drastica riduzione del numero di  contratti di formazione specialistica , tagliando il futuro alle nuove generazioni di medici, impedendo loro un accesso al SSN e di fatto costringendoli a cambiare Paese  a discapito del SSN stesso.

 

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  1. perché la stampa e la televisione non ne parla? Solo gli imbecilli non capiscono la gravità e il danno al Paese che si viene a creare con questa situazione. HO L’IMPRESSIONE CHE OLTRE AGLI INTERESSATI, IL PROBLEMA NON INTERESSI A NESSUNO. Poveri noi!!!!!!!!!!!!!!

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