Governo-Cultura: che partita è?

Il testo del DDL approvato dalla Commissione Cultura della Camera non ospita nessuna delle proposte avanzate dalle Associazioni universitarie e dai diversi movimenti di protesta.

L’Università non vede via d’uscita! Il testo del DDL approvato dalla Commissione Cultura della Camera non ospita, purtroppo, nessuna delle idee e delle proposte avanzate dalle Associazioni universitarie e dai diversi movimenti di protesta che vanno avanti ormai da quasi un anno
Riduzione delle risorse, investimenti sempre più esigui nella ricerca, svilimento della figura di associato e snaturamento del diritto allo studio sono l’inizio della fine dell’università pubblica. Ed è proprio ciò che sta drammaticamente avvenendo. La richiesta dei “manifestanti” è la solita: sospendere l’iter del Ddl ed avviare un dibattito che metta a confronto Governo e Università.
Ricordiamo che in tutta Italia le attività didattiche sono state rinviate alla settimana tra l’11 e il 18 ottobre, creando non poco scompiglio tra gli studenti. Alla Federico II, l’Orientale, la Seconda Università e scendendo più a Sud a Lecce, e all’Università della Calabria le attività didattiche inizieranno il prossimo lunedì 18 ottobre. Questa decisione, come si legge nei comunicati dei Rettori degli atenei di cui sopra, si realizza come atto di condivisione della protesta dei ricercatori. Ma non solo, i Rettori, infatti, sono estremamente preoccupati per la condizione in cui si trova l’università italiana in generale.
L’appuntamento per tutte le componenti universitarie è domani alle ore 10.00 davanti alla Camera per continuare e intensificare la protesta e non arrendersi alla fine della cultura.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Ddl, presto in aula. Ingegneria occupata a Roma

Next Article

Mobile Pet di Unime vince il Nokia University Program

Related Posts
Leggi di più

Intervista alla senatrice Elena Cattaneo: “Denunciare ogni condotta che tradisce l’etica e la dignità accademica”

"Mi rendo conto che può non essere facile, ma finché non scatterà in ognuno di noi la molla per contribuire al cambiamento, ne usciremo tutti sconfitti, compreso chi penserà di averla fatta franca, di aver vinto", afferma la senatrice e prof.ssa ordinaria di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano, che racconta un suo episodio personale