Gli insegnanti italiani guadagnano poco, il ministro rilancia

insegnanti italiani

“Sarebbe un bel passo equiparare gli stipendi degli insegnanti italiani agli stipendi medi europei. La sfida vera è pensare e praticare contratti che considerino gli insegnanti una figura fondamentale nella società e non solo nella scuola”. Il ministro Stefania Giannini torna a puntare forte sugli insegnanti. Dopo Renzi, anche il titolare del dicastero dell’Istruzione pone l’attenzione sulla scuola.

Per il neo ministro, infatti “la revisione di un contratto mortificante, non solo perché è pagato poco, ma anche perché non ha meccanismi premiali, che valorizzino quella larga fascia di docenti che si impegnano e si aggiornano”. Ma come si premiano gli insegnanti meritevoli? Le parole chiave sono autonomia e valutazione. “Si dia autonomia e responsabilità agli istituiti e si premi chi fa un lavoro straordinario, rimasto in ombra” – ha continuato la Giannini.

Gli studenti, è convinta il ministro, “sanno chi hanno davanti e distinguono rapidamente i docenti che lavorano con professionalità e chi lo fa in maniera più stanca”.

Ma quanto guadagnano i nostri insegnanti? Secondo uno studio del Corriere, un insegnante di scuola dell’infanzia e primaria guadagna, per i primi 8 anni di insegnamento, 1774 euro lordi al mese. Gli scatti di anzianità, che sono l’unica progressione che permette un aumento di stipendio del docente, lo porteranno a guadagnare 2615 euro solo dopo 35 anni.

Non va meglio ai prof degli altri gradi scolastici: il docente diplomato degli istituti secondari di II grado, parte sempre da 1774 euro e arriva a 2690 al massimo della carriera. Un docente di scuola media parte da 1911 euro lordi al mese per guadagnarne 2870 ma solo al culmine della professione. Il professore di istituto secondario di II grado, che ha in più una laurea alle spalle, parte sempre con una busta paga simile, da 1911 euro al mese, per giungere ai 3000 dopo i 35 anni.

E nel resto del mondo? Confrontando gli stipendi degli insegnanti italiani con quelli del resto del mondo, ci si rende conto che gli stipendi degli insegnanti tendono ad essere inferiori rispetto alla maggior parte dei Paesi dell’Ocse: ma il gap è piccolo per i salari d’inizio carriera. Nel 2011, scrive ancora il Corriere, il potere d’acquisto di inizio carriera per gli insegnanti in Italia era di 29418 dollari americani lordi annui nella scuola secondaria (la media Ocse è di 31348 dollari Usa 31348).

Per gli insegnanti con più anni di esperienza la differenza con gli altri Paesi Ocse è maggiore: dopo 15 anni di carriera, gli insegnanti italiani della scuola secondaria superiore possono sperare di guadagnare poco meno di 37mila dollari lordi all’anno, a fronte dei 41 mila della media dei Paesi sviluppati. Alcuni confronti sono davvero impietosi: gli insegnanti in Svizzera partono da 41 mila dollari, per arrivare a 90 mila a fine carriera; in Belgio si parte da 32 mila per approdare a 70 mila. Per non parlare del Lussemburgo, dove si parte da una base di oltre 60 mila dollari per arrivare a 125 mila.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Hai scritto un libro? Ecco come partecipare al primo torneo letterario gratuito online del GeMS

Next Article

Liceo di 4 anni? Il Ministro: "Si può fare"

Related Posts
Leggi di più

Seggi elettorali, Cittadinanzattiva: “L’88% ancora nelle aule. E la maggior parte dei comuni non vuole spostarli”. L’appello

Le amministrazioni che hanno deciso di continuare a votare nelle scuole lo fanno per diversi motivi. In primis, la mancanza di luoghi pubblici o privati aventi le caratteristiche richieste. Cioè: senza barriere architettoniche, con servizi igienici e spazi per alloggiare le forze dell'ordine e in prossimità dell’elettorato resident