Forum delle Culture: la scatola vuota di Oddati

Bagnoli non sarà più sede del forum. Il progetto stenta a decollare a 24 mesi dall’appuntamento. Napoli rischia l’ennesima brutta figura. Intanto la magistratura indaga.

Bagnoli non sarà più sede del forum. Il progetto stenta a decollare a 24 mesi dall’appuntamento. Napoli rischia l’ennesima brutta figura. Intanto la magistratura indaga.

Il forum universale delle culture nasce con un obiettivo chiaro: riqualificare un’area urbana di una città e farlo secondo i principi dello sviluppo sostenibile. La città, ci spiega Mireia Belil, direttore della Fondazione privata del Forum delle Culture di Barcellona, “si sceglie con sei anni di anticipo, affinché si effettui la trasformazione fisica dello spazio urbano, come sta accadendo a Bagnoli” e, prosegue, “Napoli è stata scelta per la coerenza del programma all’importo di spesa previsto in 150 milioni di euro; si è valutata l’efficace combinazione della trasformazione urbana in una dimensione umana che rispetta il valore sostenibile della città, attraverso il recupero di una zona industriale abbandonata come Bagnoli, spazio contaminato e isolato dal resto della città”.

Ora però Bagnoli non c’è più. Cade il principio ispiratore, il contenuto forte dell’iniziativa. Nel frattempo una dichiarazione allarmante ed allarmata di Nicola Oddati, Presidente della Fondazione napoletana del Forum: “Non possiamo vendere una scatola vuota, siamo già in ritardo, più passano i mesi e meno arrivi avremo a Napoli”. Una dichiarazione cui fa seguito la richiesta di finanziamenti che “è necessario arrivino in due mesi”. Intanto passa ancora un messaggio di questo forum come un evento di fondamentale importanza per tutta la Campania, di diecimila posti di lavoro creati ad hoc, di cinque milioni di visitatori previsti.

Certo che lanciare queste previsioni ha la sua convenienza, ma le perplessità aumentano di giorno in giorno. Forse, anche perché, il forum napoletano è già stato oggetto di indagini della magistratura per incarichi e consulenze. Non vorremmo che come ha commentato un lettore al nostro sito corriereuniv.it: “ dietro iniziative culturali si celassero campagne clientelari, consulenze ed assunzioni irregolari” e ancora “ho provato a contattare questo forum delle culture sottoponendo alcune domande sulla trasparenza e modalità di bandi: ahimé nessuna risposta”. Ma quante edizioni ha avuto questo forum e come è andata in passato?.

A ben vedere scopriamo che l’iniziativa nata da una fondazione privata di Barcellona nel 2004, ha al suo attivo appena tre edizioni che non hanno però prodotto i risultati sperati, anzi “a Valparaiso è stato un disastro” è quanto ha dichiarato il sindaco canadese Régis Labeaume che ha rinunciato ad organizzare il Forum 2016. Ma in Cile c’è stato il terremoto. Andando a recuperare poi materiale sui blog, troviamo una montagne di critiche dell’edizione di Barcellona 2004: Green Peace(i lavori stanno causando un serio danno ambientale alla costa di Barcellona, sono un modello di insostenibilità ambientale) il Foro Sociale Europeo(il forum è una gigantesca operazione di speculazione urbanistica sotto la maschera dell’incontro tra culture, diversità e promozione della pace), lunga poi la lista di personalità che si sono ritirate dal forum senza esplicitarne i motivi.

Intanto per i diritti di sfruttamento del marchio i cittadini Campani pagheranno una cifra non definita, ma probabilmente vicina a 1.281.000 euro, l’equivalente dell’indice di sviluppo umano del nostro Paese 0,854 da moltiplicare per i 150 milioni di euro previsti da Oddati come spesa per il Forum. Tutto questo accade in un periodo di grandi difficoltà e di miseria. A Napoli poi, dove il Comune(nella cui giunta figura Oddati) non è in grado di garantire gli stipendi a chi lavora nel sociale: le coperative, le no profit. Cosa ne penseranno le Istituzioni tirate dentro nel progetto?
A noi sa un po’ di beffa.

Cosa ne pensano….

Mirella Barracco, Presidente della Fondazione Napoli Novantanove

Ho letto, visto e appreso notizie peggiori di quanto immaginassi.
Per il primo Forum a Barcellona io fui invitata più volte per il nostro progetto la scuola adotta un monumento.da Mireia Montanè che curava il rapporto con il mondo della scuola nazionale e internazionale.
Fu impressionante allora lo sforzo complessivo investito ed anche interessante le ragioni che adducevano all’idea di questo nuovo mega evento internazionale. Infatti si pensò che, dopo il successo dei risultati delle Olimpiadi che obiettivamente modificarono in meglio il volto della città, ci fosse bisogno di un ulteriore grande evento proprio per poter completare la linea di costa e renderla balneabile. Oltre dunque alle mostre, agli spettacoli, agli incontri ecc. fu avviata la depurazione del litorale rimanente per 6 kilometri, realizzando quindi infrastrutture utili alla città. Ora leggo da voi che Green Peace riscontra un grave danno ambientale, peccato! Almeno lì c’era l’idea di partire dai bisogni della città ed usare il Forum come collettore di fondi ad hoc. Poi se non ha funzionato lo apprendo da voi, ma già anche per quanto riguarda il mondo della scuola c’erano state delle sconfitte.
Per quanto riguarda Napoli non ho ancora capito cosa resterà alla città, quali infrastrutture mancanti verranno create dopo questo improbaile afflusso di milioni di turisti…tra meno di 24 mesi!!!!
..Questo è quanto si legge sul sito :L’Agorà del Forum sorgerà nell’area occidentale della città, che sarà completamente riqualificata attraverso un imponente piano di sviluppo innovativo e sostenibile in grado di migliorarne la capacità attrattiva. Gli eventi si svolgeranno principalmente negli spazi della Mostra d’Oltremare, di Bagnoli, di Città della Scienza, ma anche negli scenari di Piazza del Plebiscito, Reggia di Caserta, Capodimonte e Pompei.
Ai quattro assi tematici principali: condizioni per la pace, sviluppo sostenibile, conoscenza e diversità culturale, Napoli ha aggiunto quello della “Memoria del futuro: conoscere le proprie radici per progettare il futuro comune”.
Intanto l’Assessore Oddati chiede di spostare Edenlandia per realizzare nell’area una zona accampamento per gli ospiti giovani…… insomma non ho molto altro da aggiungere.

Sergio Sciarelli, Presidente Accademia Belle Arti di Napoli

Prof Sciarelli, cosa pensa del Forum universale delle culture? L’evento presentato dalla fondazione come un’opportunità che porterà 5 milioni di persone a Napoli e darà 10mila posti di lavoro.
“Beh queste previsioni sono tutte quante da dimostrare! In effetti tenendo presente quelli che sono stati gli esiti degli eventi precedenti è un po’ difficile pensare che queste previsioni siano realistiche a meno che Napoli non trovi una sua valenza turistica generale per cui il Forum delle culture è l’occasione particolare per venire a Napoli. Però mi sembra che siano previsioni sicuramente molto ottimistiche”.

Bagnoli non è pronta ad ospitare l’evento. Si pensava che fosse l’area da riqualificare con il vantaggio di ritrovarsi dopo il forum un’area riqualificata.
“Questo è veramente scandaloso! Bagnoli è uno scandalo di per sè. Che poi non sia pronta per il forum delle culture è un’ulteriore aggravante dello scandalo. Il fatto di avere quest’area ancora ferma e di tenere in piedi una struttura che costa un sacco di quattrini, senza avere per il momento messo a profitto le parti minimali di quest’area, rappresenta, ripeto, di per sè uno scandalo”.

Probabilmente dovremo corrispondere 1.300.000 euro ai proprietari di questo marchio. Pensa che sia un buon investimento?
“Per questo tipo di intervento sul territorio non pensavo che avesse una tale rilevanza. Io pensavo che fosse un evento di carattere culturale come dice evidentemente la stessa dizione e che fosse quindi una promozione per quanto riguarda la cultura della nostra area, cosa estremamente importante tenendo presente che è un’area in cui tutta una serie di valori vanno arricchiti e vanno migliorati. Dell’intervento più urbanistico territoriale non avevo cognizione. Certo, se ci fosse stato o se ci sarà, sicuramente è un fatto positivo. Però ho l’impressione che la parte fondamentale debba essere questo lato culturale che rilanci Napoli in un circuito turistico che contempli la cultura come motore del turismo stesso”.

Mariano Berriola

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