Etica della ricerca: responsabilità globale

La Ricerca scientifica è un universo in continua trasformazione ed è necessario salvaguardarlo da ogni forma di frode e falsificazione.E’ di fine luglio, la Conferenza mondiale sull’integrità scientifica, alla sua seconda edizione. che si è tenuta a Singapore (Second World Conference on Research Integrity). Tema del convegno il confronto sullo stato dell’arte del fenomeno della contraffazione in campo accademico con l’obiettivo di redigere un documento ufficiale, una sorta di linee guida del comportamento eticamente responsabile in merito alle pratiche della ricerca, a livello internazionale.

La Ricerca scientifica è un universo in continua trasformazione ed è necessario salvaguardarlo da ogni forma di frode e falsificazione.
E’ di fine luglio, la Conferenza mondiale sull’integrità scientifica, alla sua seconda edizione. che si  è tenuta a Singapore (Second World Conference on Research Integrity). Tema del convegno il confronto sullo stato dell’arte del fenomeno della contraffazione in campo accademico con l’obiettivo di redigere un documento ufficiale, una sorta di linee guida del comportamento eticamente responsabile in merito alle pratiche della ricerca, a livello internazionale.
In particolare nei paesi in via di sviluppo in Asia e America Latina., è necessaria una forte tutela nei confronti del diritto di autore e gli ambivalenti conflitti di interesse che animano la ricerca. Codici di  comportamento per la ricerca sono stati redatti dalla  European Science Foundation e Organisation for Economic Cooperation and Development di Parigi, pertanto è necessario estendere il codice a livello mondiale.
I principi generali sono accettati, ma ogni stato adatta il codice internazionale alla propria dimensione nazionale; sono le istituzioni che devono supportare l’implementazione.
Il confronto di Singapore ha messo in evidenza le differenze culturali: “Ovid Tzeng, dell’Accademia Sinica di Tapei ed ex Ministro della Cultura di Taiwan afferma che culturalmente in Asia le persone non ammetterebbero mai che la comunità scientifica attua dei comportamenti illeciti, è difficile parlarne apertamente. Paesi come l’India non possiedono un codice di comportamento, né associazioni non governative che supportano l’integrità scientifica.
La competizione tra nazioni e istituti di ricerca è forte, e cadere nella tentazione di un comportamento non particolarmente etico, è forte altrettanto. I ricercatori asiatici lamentano una supremazia occidentale nella presentazione dei lavori scientifici congiunti a cui loro, spesso, si sottomettono senza alcuna forma di recriminazione.
I delegati cinesi confessano una grande pressione sui giovani ricercatori per la pubblicazione di lavori scientifici. Le università asiatiche sono sempre più stimolate dai loro governi a eccellere in campo scientifico, per la cui attività ricevono sovvenzioni statali, spesso con mire economiche, auspicando a rientrare tra i posti più alti delle classificazioni internazionali delle migliori università.
Nel 2007, a Lisbona si mette in discussione la tematica dell’integrità scientifica, oggi si riconosce a pieno l’esistenza del problema.
Ovviamente la problematica dell’integrità scientifica si estende ad ogni area del globo, basti pensare alle pressioni delle industrie farmaceutiche nell’”indirizzare” le tipologie di ricerca.
La soluzione  è complessa poiché uno dei principali punti di discussione è il fatto se le normativa deve avere una valenza internazionale o locale.
Le principali raccomandazioni dei partecipanti si sono focalizzate su quattro fattori chiave:

  1. Incrementare strutture nazionali e internazionali per promuovere l’integrità e il rispetto della stessa.codici globali di comportamento e di best practices per la ricerca
  2. Strategie coordinate e principi per corsi di formazione a studenti e ricercatori.
  3. Rendere uniformi le best practices per l’editoria scientifica.
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