Energia verde alla quattro stagioni

Energia rinnovabile alla quattro stagioni, paese di provenienza: Regno Unito. I ricercatori dell’Institute for Materials Research and Innovation della Bolton University, hanno creato un apparato capace di generare elettricità, in qualunque condizioni meteorologica. 

Lo studio e la sperimentazioni dei materiali è di fondamentale importanza per lo sviluppo di tessuti e di dispositivi in grado di gestire e salvaguardare un ambiente sostenibile. Il progetto è stato presentato sulla rivista New Scientist.

La maggior parte delle energie verdi risentono della caratteristica dell’intermittenza, dichiara Elias Siores, direttore dell’ Institute for Materials Research and Innovation  e coordinatore della ricerca, il vento non sempre soffia e i cieli non sempre presentano una totale assenza di nubi.

Noi volevamo qualcosa che potesse attingere l’energia da diversi elementi”. In primo luogo, i ricercatori hanno creato dei nastri flessibili di un polimero, chiamato fluoruro di polivinile, su materiali ceramici piezoelettrici lunghi 20 centimetri in grado di generare energia così da catturare la potenza elettrica, proveniente dal vento e dalla pioggia.

La scelta del polimero su materiali ceramici piezoelettrici è stata dettata dal fatto che durante i test eolici e le simulazioni di pioggia, questo tipo di materiale subiva una maggiore deformazione, creando alti picchi di voltaggio.

“Ciò significa, maggiore energia per goccia di pioggia o raffica di vento; 10 centimetri quadrati di questo sistema fotovoltaico sono in grado di generare da 1 a 2 watt di energia” continua Siores.  Lo scienziato Hod Lipso della Cornell University in Ithaca sostiene che sia interessante ed efficace la combinazione delle diverse forme di energia rinnovabile, ma che l’ibridazione dei generatori può essere utilizzato esclusivamente in piccola scala, poiché i materiali pizoelettrici non godono di un alto grado di densità energetica.

Siores concorda che ogni nastro ibridato è in grado di generare energia sufficiente a caricare un cellulare e che l’uso sia appropriato in piccola scala. Tuttavia, sostiene che una tecnica simile vada sfruttata in campo tessile, il nylon per esempio. La sua équipe l’ha trasformato in nylon piezoelettrico. Il risultato potrebbe essere la creazione di tessuti in grado di generare energia con il movimento corporeo o di assorbire la luce solare.

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