Dieci anni per la Sea. Squillante: “Bilancio positivo”

La presentazione dell’offerta formativa della facoltà Sea si è aperta con un’azione di stabilità, evidenziata dal Preside Massimo Squillante: “Abbiamo mantenuto l’offerta invariata rispetto allo scorso anno proprio per lanciare un segnale di stabilità”.
Preside Massimo Squillante

La presentazione dell’offerta formativa della facoltà Sea dell’Università del Sannio si è aperta con un’azione di stabilità, evidenziata dal Preside Massimo Squillante: “Abbiamo mantenuto l’offerta invariata rispetto allo scorso anno proprio per lanciare un messaggio chiaro agli studenti, un segnale di stabilità”.

Un’occasione speciale quella di quest’anno che vede la celebrazione del 10° anno di attività. “Un anniversario importante sia per la facoltà che per la città – ha spiegato Squillante a noi del Corriere – possiamo senz’altro dire che il bilancio è positivo. Sono cresciute le relazioni con le istituzioni e con gli studenti al contrario di alcune critiche che ci sono arrivate secondo cui avremmo avuto un calo verticale degli iscritti. Non è assolutamente vero – ha continuato il preside – siamo sempre intorno ai 300-350 nuovi iscritti”.

Considerevoli anche i dati sull’internazionalizzazione della facoltà con un andamento sempre crescente dei numeri Erasmus grazie ad accordi con la Spagna che, come sottolinea il professore, è la meta più gettonata, ma anche Germania, Lituania ed Inghilterra.

Dieci anni per la facoltà ma anche quattro anni per Squillante come preside che, sottolineando una forte carica emotiva, si è detto molto felice di aver condotto la Sea in questo percorso. Sulla riforma Gelmini si è così espresso: “Le facoltà andavano mantenute poiché rappresentano un elemento di identità per gli studenti. Ad ogni modo – ha spiegato – anche con la nuova formula dei dipartimenti manterremo invariato il sistema adottato fino ad oggi”.

Infine, un messaggio ai neo iscritti: “Consiglio agli studenti non solo di frequentare le lezioni ma soprattutto pensare alla loro cultura. Una cultura alta rappresenta sempre un punto di forza. Cogliere tutte le opportunità che l’ateneo offre come stage aziendali o nella p.a., frequentare seminari e dibattiti e imparare le lingue. Gli studenti devono inoltre imparare a sentirsi cittadini europei sfruttando al massimo l’esperienza Erasmus”.

Martina Gaudino

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