Debito con l’Adisu, 6500 studenti senza borse di studio

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La Regione Lazio ha un debito di ottantasette milioni di euro con Laziodisu, l’agenzia per il diritto allo studio del Lazio. Una situazione che inevitabilmente si ripercuote sugli studenti: 6500 ragazzi si sono visti negare la borsa di studio nonostante fossero stati dichiarati idonei e altri 1200 non possono usufruire dell’alloggio. Mancano inoltre i fondi per la ristrutturazione di oltre 700 posti inagibili.

Da tempo gli studenti combattono questo stato di cose ma la situazione non accenna a migliorare e anzi, si prospetta un futuro peggiore per tutti.

Oltre ad investire gli studenti, i tagli riguardano anche i lavoratori precari dell’agenzia, 16 dipendi a contrato di collaborazione e 19 interinali, spalmati tra ufficio borse di studio, gare e contratti, servizi per i diversamente abili, come ricostruito da “Paese Sera”.

Secondo il mensile romano, il bilancio di previsione per il 2013 “impone un taglio pari al 50 per cento al fondo per i precari” mentre esisterebbe un secondo documento “ufficioso” che prevede “un ulteriore riduzione del 25 per cento”.

Gli studenti fanno sentire la propria voce.

“Sono stati esternalizzati la maggior parte dei servizi”, ricordano, a partire da quello della mensa che, come scrive “Paese Sera” ha fatto “registrare a Laziodisu un ritardo di circa due anni per i pagamenti delle derrate alimentari”, più i “debiti con le agenzie interinali che si occupano di disabili”.

Il risultato è “effetto a catena che arriva dritto sulla pelle dei lavoratori precari ai quali non è stato pagato il salario accessorio. Ma anche su quella degli studenti”. Una nota di pochi mesi fa, datata 16 ottobre, Laziodisu “prevedeva la riduzione di ‘tutte le spese’ non ‘obbligatorie’ nella gestione delle residenze universitarie: i servizi di pulizia, di vigilanza, di manutenzione e quelli per i diversamente abili”.

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