Crui, propositi di cambiamento

strategiacambiamento.jpgLa revisione della governance degli atenei va abbinata a un finanziamento più congruo: sì alle riforme, anche radicali, ma no deciso ai tagli. Le indicazioni che emergono dall’ultimo documento della Crui (Conferenza Rettori Università Italiane) sono precise: un consiglio di amministrazione di composizione relativamente ristretta e con una «consistente e autorevole» presenza di soggetti esterni all’ateneo e quattro anni di mandato, rinnovabili, per il rettore.
D’altra parte nel documento si chiede anche un intervento legislativo «leggero» che lasci ai singoli atenei l’individuazione delle soluzioni operative specifiche «in relazione alle diverse dimensioni, connotazioni e tipologie o all’essere l’ateneo di tipo generalista o comprensivo solo di poche facoltà».
I rettori si dicono dunque disposti a «cambiare» ma ribadiscono che ciò può avvenire soltanto se il percorso verrà «accompagnato e sostenuto, e reso credibile, da una ormai improcrastinabile presa d’atto delle effettive, gravissime condizioni finanziarie degli atenei e da interventi adeguati e conseguenti che ne evitino il prossimo, inevitabile, tracollo».
Il Cda a cui pensa la Crui, quindi, dovrebbe avere non più di 9-11 membri prevedendo un unico mandato di cinque anni, ma con il rinnovo di una parte consistente dell’organo scalato nel tempo; la quota di esterni non dovrebbe risultate inferiore a una percentuale definita (ad esempio il 40%) del totale.
Quanto alla nomina del rettore si può pensare, secondo i rettori, sia al mantenimento dell’attuale sistema elettivo (salvo riconsiderare gli aventi diritto al voto) sia a una designazione di secondo grado. Andrebbe poi valutato se non sia da eliminare o da ridurre a non più di un anno la possibilità di mantenere la carica di rettore anche una volta superati i limiti d’età per la permanenza in servizio.
La composizione del Senato accademico potrebbe rimanere abbastanza simile all’attuale, mantenendola al di sotto delle 35 unità. Prospettando, infine, una riorganizzazione interna di Dipartimenti e facoltà (prevedendo un percorso di transizione) si suggerisce l’individuazione, tra Facoltà e Dipartimenti, di una Giunta: una sorta di organo collegiale di guida e di coordinamento dei corsi di studio di comune interesse.

Manuel Massimo

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