Covid, varato il Decreto Rilancio da 55 miliardi. Conte: "come due leggi di bilancio". Soldi a scuola e università.

Ieri sera ha visto la luce il tanto atteso Decreto Rilancio. Una manovra corposa che impegna 55 miliardi di euro, con l’obiettivo, lo dice il verbo stesso, di far uscire il Paese dalla fase di difficoltà per proiettarlo in un’altra quanto meno di ripartenza.
Giuseppe Conte

Ieri sera ha visto la luce il tanto atteso Decreto Rilancio. Una manovra corposa che impegna 55 miliardi di euro, con l’obiettivo, lo dice il verbo stesso, di far uscire il Paese dalla fase di difficoltà per proiettarlo in un’altra quanto meno di ripartenza.

Conte, apparso soddisfatto in conferenza stampa ha parlato di un’iniziativa “come due leggi di bilancio”. In effetti la mole di risorse attivate è di gran lunga superiore a quelle previste nelle ultime finanziarie. Fra gli interventi più significativi, quelli in favore dei lavoratori con 25 mld stanziati e per le imprese con 16 miliardi. Sono entrati anche i contributi a fondo perduto per le piccole imprese e la ricapitalizzazione delle grandi.

Fra gli altri, 4 miliardi sono stati assegnati a Turismo e Cultura, 5 alla Sanità, 1,5 alla scuola e 1,4 all’università.

Molto soddisfatto Gaetano Manfredi, ministro università e ricerca che si è visto confermare l’impegno annunciato da Conte e Gualtieri sul fronte MUR, nelle dichiarazioni a margine del Cdm:

“Oggi è un giorno storico per l’Università e la Ricerca. Con il ‘Decreto Rilancio”, il governo investe circa un miliardo e 400 milioni di euro sul futuro dell’Italia”.

Il ministro entra anche nel dettaglio delle cifre: “Parliamo di un programma di ricerca da 550 milioni in due anni, di altri 550 milioni utili per rafforzare il sistema universitario e della ricerca e di 300 milioni per il diritto allo studio degli studenti delle Università e dell’Alta Formazione Artistica e Musicale. Risorse mai investite prima in dosi così massicce, fondamentali per ridurre le tasse e aumentare le borse di studio per gli studenti, assegnare altri 4mila posti da ricercatore per università ed enti pubblici di ricerca oltre ai 1600 già deliberati, investire su un grande programma di ricerca nazionale, che rappresenta una straordinaria occasione per i nostri talenti, in Italia e all’estero.

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