Convegno ASCO. Rilevanza del test KRAS

Nell’ambito del congresso ASCO (American Society of Clinical Oncology) che si è svolto a Chicago dal 1 al 5 giugno 2012, alcuni dei più importanti esponenti clinici italiani hanno presentato i risultati di una ricerca italiana.

Nell’ambito del congresso ASCO (American Society of Clinical Oncology)  che si è svolto a Chicago dal 1 al 5 giugno 2012,  alcuni dei più importanti esponenti clinici italiani hanno presentato i risultati di uno studio che ha coinvolto 108 oncologi e patologi su tutto il territorio nazionale.

Il gruppo di studio ha sottolineato l’importanza di anticipare il test KRAS alla diagnosi di tumore nei pazienti considerati ad alto rischio di successivo sviluppo di metastasi1.

Gli autori hanno concordato che è necessario seguire le seguenti azioni:

– disporre del risultato del test KRAS con tempi troppo lunghi rappresenta un forte limite per la scelta della terapia. Spesso i tempi di attesa dei risultati sono ben oltre quelli accettabili di 10-15 giorni (in alcuni casi si arriva addirittura a 30 giorni).

– ricevere i risultati del test KRAS tempestivamente garantisce al paziente la terapia più appropriata ed efficace per ottenere il maggior beneficio clinico

– il test dovrebbe essere esteso non solo ai pazienti già in fase metastatica ma anche a quelli ad alto rischio per facilitare l’accesso alle terapie

Lo studio ha portato avanti la valutazione anche dal punto di vista farmacoeconomico.

Il Professor Lorenzo G. Mantovani, ricercatore del Centro Interdipartimentale di Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha commentato che:

“Anticipare il test alla diagnosi di tumore nei pazienti ad alto rischio di metastasi, oltre ad apportare maggiori benefici al paziente, è sostenibile per il servizio sanitario nazionale anche in termini di rapporto costo-efficacia. Abbiamo dimostrato che utilizzare le terapie personalizzate, anche anticipando il test alla diagnosi, comporta un costo per QALY* (quality adjusted life year) ben al di sotto della soglia di spesa comunemente accettata sia dal servizio sanitario nazionale che dalla comunità scientifica internazionale.”

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