Codacons contro numero chiuso e test

«Considerato che la riforma dell’Università recentemente approvata dovrà subire modifiche in linea con quanto richiesto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano», il Codacons chiede al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini «di intervenire sulla questione dei test di ammissione all’Università e del numero chiuso per accedere ad una facoltà».

«Considerato che la riforma dell’Università recentemente approvata dovrà subire modifiche in linea con quanto richiesto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano», il Codacons chiede al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini «di intervenire sulla questione dei test di ammissione all’Università e del numero chiuso per accedere ad una facoltà».

Per il Codacons con «questi metodi si impedisce di fatto il libero accesso al mercato del lavoro, che non può che essere regolato dalla legge della domanda e dell’offerta e non da barriere all’ingresso antistoriche e anacronistiche».

«È incomprensibile – ha detto il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli – come un test di un centinaio di domande da fare in poche ore, in cui agitazione ed emotività possono incidere pesantemente sul risultato finale, possa contare qualche cosa a fronte di un voto finale per l’esame di maturità fatto alla fine di un percorso durato ben 5 anni. Limitare l’accesso allo studio, senza peraltro criteri di selezioni effettivamente meritocratici, a fronte di Paesi emergenti che contano un numero di laureati assai maggiore rispetto al nostro, significa collocare l’Italia alla deriva del mondo».

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