Buona Scuola, ore decisive: tremano i 150.000 precari

Riforma della scuola, sono le ore decisive. Dopo mesi di consultazione pubblica sarà il consiglio dei Ministri di oggi a decidere le linee attuative del programma di riforma “La Buona Scuola”, voluto dal premier Renzi in collaborazione col titolare del dicastero sull’Istruzione.
Tante, però, le polemiche, a partire dal possibile passaggio della riforma attraverso la formula del disegno di legge e non più del decreto. Tremano i 150.000 precari cui era stata “promessa” l’assunzione più volte dallo stesso premier e dal MIUR.
“Che sulla riforma della scuola non ci siano idee chiare, Anief lo aveva capito da settimane sul balletto dei numeri e dei risarcimenti per via del mancato censimento sugli organici; ma che si metta in discussione il regolare avvio dell’anno scolastico non è tollerabile per chi aspetta da anni e per le famiglie che‎ meritano posti stabili. Il disegno di legge non è la strada più opportuna” – commenta il sindacato degli insegnanti in una nota di oggi.
Ma anche gli studenti sono in fermento. “Noi il 10 Marzo in conferenza stampa alla Camera presenteremo le linee guida degli studenti: L’AltraScuola! Vero e proprio progetto complessivo, costruito dal basso dagli studenti durante tutto l’autunno di mobilitazione” – commentano i ragazzi dell’Unione degli Studenti presentando la loro alternativa alla Buona Scuola.
“Cinque capitoli di priorità per ripensare la scuola: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell’istruzione, un’alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata, finanziamenti per il rilancio dell’autonomia scolastica, una riforma della valutazione in chiave democratica, investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica”.

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