Aula Magna: un cantiere scuola

L’Accademia di belle Arti ha aperto al pubblico le porte della neonata Aula Magna. Un’opera di valore didattico e artistico grazie alla presenza dei calchi dei gessi Fidiaci del fregio del Partenone

Un nuovo successo per l’Accademia di belle Arti di Napoli che ha aperto al pubblico le porte della neonata Aula Magna. Un’opera di importante valore didattico ma che racchiude al suo interno un grande patrimonio artistico grazie alla presenza dei calchi dei gessi Fidiaci del fregio del Partenone, restaurati dalla Scuola di Restauro dell’Accademia.
“Un’Aula Magna all’altezza della nostra accademia che finalmente da un valore aggiunto a quella che è un’università a tutti gli effetti. Un ateneo può non averla?” ha affermato il Presidente Sergio Sciarelli. Sempre in nome della didattica e di apertura alla città, il Direttore Giovanna Cassese ha dichiarato: “ Questa è una tappa fondamentale per la storia dell’accademia perché oltre ad acquisire una nuova e funzionale struttura, riporta alla luce gli antichi calchi giunti a Napoli nel lontano 1820 come dono di Giorgio IV d’Inghilterra a Ferdinando I di Borbone”. Una cornice di valore che arricchisce la sede ma, come ha precisato Sciarelli, che non fa dimenticare la carenza di spazi per la didattica ed infatti ha spiegato: “Abbiamo allertato la Regione, la Provincia e il Comune ma purtroppo non abbiamo ancora ricevuto risposte. Il numero di iscritti aumenta e dobbiamo garantire a tutti l’offerta formativa. Gli spazi non sono sufficienti”. Giorgio Bruno Civello, Direttore Generale Miur AFAM, da anni accanto all’accademia di Napoli ha affermato: “E’ vero che ho una particolare predilezione per questa sede ma dipende dalla costanza e dall’impegno che vedo crescere giorno dopo giorno nel Direttore, nel Presidente, nel corpo docente e negli studenti. Lavoro che dal Ministero abbiamo ripagato con un ulteriore stanziamento di 420.000 euro”.
Presenti in aula anche il prof. Augusto Giuffredi, docente coordinatore del restauro durato ben otto anni (iniziato quando a dirigere l’accademia era il prof. Alfredo Scotti) e che ha visto la partecipazione di 70 studenti che mese dopo mese hanno avuto non solo la possibilità di operare materialmente ma anche di imparare tante cose grazie all’approfondita indagine storica ed iconografica diretta alla giusta collocazione delle opere. Collocazione che è poi ricaduta sull’Aula Magna grazie all’intervento del Soprintendente per i Beni Archittetonici Stefano Gizzi, al Direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma Dieter Mertens e agli architetti Lucio Turchetta e Nicoletta Ricciardelli.
Un importante “cantiere – scuola” per gli allievi dell’Accademia di Napoli che sperano, in funzione alla richiesta fatta alle autorità, di avere un maggior spazio per imparare ad esprimere la loro creatività.
Martina Gaudino

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