Atenei romani per una Ventotene senza emissioni

Un’intera isola chiusa al traffico veicolare inquinante, con macchine ecologiche condivise secondo il concetto del car-sharing e il trasporto di persone e merci con mezzi elettrici. E ancora sistemi telematici di infomobilità e monitoraggio dell’ambiente, tettoie e banchine fotovoltaiche, lampade a basso consumo sparse un po’ ovunque.
No, non è un film sul futuro, né la nostra immaginazione. È il presente: benvenuti a Ventotene, isola completamente ecologica e a emissioni zero, primo esempio laziale di comunità sostenibile. Tutto merito della Regione Lazio che nel 2005 volle sperimentare qualcosa di innovativo scegliendo questa oasi del Tirreno per il suo inestimabile valore naturalistico e ambientale.
Per raggiungere l’ambizioso obiettivo si è affidata alle competenze scientifiche e tecnologiche dei ricercatori di Sapienza e Tor Vergata. In campo sono scesi, è proprio il caso di dirlo, esperti di ambiente, energia, turismo e urbanistica che, dopo aver studiato e analizzato l’area e le sue potenzialità, hanno dato il via alle varie fasi di sperimentazione.
I ricercatori del Pomos, il Polo per la mobilità sostenibile e del Dipartimento Itaca della Sapienza, hanno effettuato una serie di interventi architettonici rispettosi delle peculiarità del paesaggio e dell’ambiente, mentre al Polo per il fotovoltaico organico di Tor Vergata è toccato il compito di realizzare impianti di energia da fonti rinnovabili con l’installazione di pannelli fotovoltaici.
In agosto sono sbarcati sull’isola i primi mezzi elettrici forniti dalla Piaggio, per i tetti solari bisognerà aspettare ancora alcuni mesi. Ma i “vicini” di Ventotene già fremono: il progetto, infatti, visto il successo potrebbe essere riproposto anche in altre isole, tra cui Santo Stefano.

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