Atenei: Polimi e Polito al top

topten.jpgI due Politecnici di Torino e Milano si piazzano ai primi posti della classifica delle università italiane messa a punto dall’associazione Vision. La graduatoria tiene conto di alcuni criteri che spesso non sono considerati: la percentuale di studenti stranieri sul totale degli iscritti e degli studenti italiani fuorisede, il numero di studenti che hanno conseguito il diploma di maturità con votazione 100/100, la stima dell’impatto dei diversi atenei (dei loro ricercatori) in termini di produzione di ricerca e la capacità di influenzare l’opinione pubblica attraverso i giornali.
La classifica – presentata nel corso di un convegno su università, mercato globale e innovazione promosso da Vision e svoltosi ieri nella Sala delle colonne della Camera – vede dunque ai primi dieci posti i due Politecnici di Milano e Torino (rispettivamente al primo e al terzo posto), in seconda posizione l’Università Commerciale “Luigi Bocconi”, la Luiss, la Statale di Milano, l’Alma Mater di Bologna e l’ateneo di Pisa (presenti anche nelle grandi classifiche internazionali), e tre università di nicchia, le due per stranieri di Siena e di Perugia e il Campus Bio-Medico di Roma.
L’indagine rivela pure che alcune realtà universitarie – grandi come Tor Vergata e Roma Tre, o “di nome”, come la Federico II – risultano confinate a un mercato locale. Lo studio pur confermando che con i suoi 8,3 studenti stranieri per 10.000 abitanti, l’Italia è la nazione che in Europa meno riesce ad attrarre studenti stranieri rispetto alla popolazione, registra tuttavia un aumento del 20% in due anni del loro numero complessivo.
A crescere però sono soltanto pochi atenei eccellenti, come il Politecnico di Torino e la Bocconi che staccano nettamente tutti gli altri. Altri atenei che si distinguono per internazionalizzazione del loro ‘parco studenti’ sono Bologna, Genova, Firenze, Politecnico di Milano. Si segnala, infine, l’ottima performance dell’università di Camerino che si posiziona bene pur essendo una realtà piccola.

Manuel Massimo

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