Appennini distruttivi? È tutta colpa di Adria

Studiosi dell’Ingv scoprono l’evoluzione della parte centrale della catena montuosa: la micro-placca Adriatica sprofonda sotto l’Italia da est verso ovest innalzando le vette e liberando grandi quantità di energia sismica. “Un pezzo meraviglioso del creato”. Così vedeva gli Appennini Johann Wolfgang von Goethe nel suo “Viaggio in Italia”. Ma forse il poeta, scrittore e drammaturgo tedesco, ignorava la genesi di quella che descriveva semplicemente come “una catena di montagne aggrovigliate in modo così bizzarro che spesso non si può nemmeno distinguere in che direzione scorre l’acqua”.

Studiosi dell’Ingv scoprono l’evoluzione della parte centrale della catena montuosa: la micro-placca Adriatica sprofonda sotto l’Italia da est verso ovest innalzando le vette e liberando grandi quantità di energia sismica.
“Un pezzo meraviglioso del creato”. Così vedeva gli Appennini Johann Wolfgang von Goethe nel suo “Viaggio in Italia”. Ma forse il poeta, scrittore e drammaturgo tedesco, ignorava la genesi di quella che descriveva semplicemente come “una catena di montagne aggrovigliate in modo così bizzarro che spesso non si può nemmeno distinguere in che direzione scorre l’acqua”.
Una bizzarria creata dalle forze della natura, ancora oggi non del tutto chiare per certi versi. La spina dorsale dello stivale, lunga oltre mille chilometri, ha infatti una storia geologica molto particolare, una delle più complesse dell’intero pianeta.
Nel continuo spostamento delle placche – le porzioni di crosta terrestre che secondo la “Teoria della Tettonica a Zolle” muovono i continenti avvicinandoli e separandoli – Africa ed Europa, responsabili della formazione delle Alpi, non avevano fatto i conti con la micro-placca di Adria: sarebbe proprio lei il motore che ha generato la catena montuosa appenninica e i fenomeni sismici associati. A scoprirlo è stato il team di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia composto da Claudio Chiarabba, Pasquale De Gori e Fabio Speranza.
Nell’articolo “Deep geometry and rheology of an orogenic wedge developing above a continental subduction zone: seismological evidence from the northern-central Apennines” pubblicato su Lithosphere, rivista della Geological Society of America, gli studiosi spiegano il meccanismo di sollevamento di una parte dell’Appennino centrale (la regione compresa tra Toscana, Umbria, Marche e Lazio) e la liberazione dell’energia sismica che accompagna questo processo, con la subduzione di Adria, il meccanismo secondo il quale una porzione di placca scende in profondità (nel mantello) durante lo scontro con un’altra placca. Dall’analisi di circa 8 mila terremoti locali avvenuti tra il 2000 e il 2007 registrati dalle 357 stazioni sismiche temporanee o permanenti situate nell’area di studio, i ricercatori sono riusciti a comprendere la struttura e le geometrie di questa micro-placca, constatando che solamente la parte inferiore è coinvolta nel processo di subduzione.
Edoardo Massimi

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