Al via la campagna degli studenti per la legalizzazione droghe leggere

La Rete della Conoscenza ha lanciato la campagna nazionale “Proibizionismo?#Piantiamola” : con una fotopetizione prende il via una mobilitazione nazionale studentesca per la legalizzazione delle droghe leggere 

“Il fallimento delle politiche proibizioniste è ormai evidente a tutti.- dichiara Riccardo LaTerza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza in una nota inviata alla redazione del Corriere dell’Università – “ Dopo anni di politiche repressive e anti-costituzionali nei confronti della produzione e del consumo di droghe leggere il bilancio dei risultati mette in evidenza un vero e proprio fallimento. E’ la stessa Direzione Nazionale Antimafia che nel suo ultimo rapporto dichiara “l’ oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo” e la necessità di valutare se “sia opportuna una depenalizzazione della materia”.

“In Italia la popolazione che fa uso di Marijuana si aggira intorno al 14 %. ” – continua Riccardo LaTerza – ”Se si vuole prendere con serietà il duplice impegno di prevenire l’uso, ma al contempo promuovere un consumo consapevole di sostanze nocive o stupefacenti, si deve innanzitutto smettere di considerare un fenomeno sociale radicato in una parte così consistente della popolazione, e il caso italiano non è anomalo nè nel contesto internazionale né in quello europeo, come un problema penale da reprimere ma, al più, come un fenomeno culturale, che al di fuori di ogni legittimazione formale, è parte integrante dell’esperienza quotidiana di tantissimi di noi.  ”

“Per questo motivo abbiamo deciso di lanciare una mobilitazione contro l’ipocrisia che circonda questo tema attraverso una fotopetizione il giorno di Pasquetta.” – continua LaTerza – Abbiamo detto collettivamente di piantarla con il proibizionismo, sottolineando l’urgenza di una nuova normativa in materia. Riteniamo importante che nel Paese si sia riaperto un dibattito sul tema del contrasto alla criminalizzazione dell’uso delle droghe leggere e della necessità di liberalizzarne l’uso e la produzione, ma crediamo che l’iniziativa parlamentare non sia, nè possa considerarsi, autosufficiente. E’ necessario coinvolgere in questo dibattito la società tutta:dalle organizzazioni che si occupano del tema, a chi lavora a stretto contatto con i tossicodipendenti, così come chi si batte o ha sperimentato sistemi per gli usi terapeutici della cannabis fino al coinvolgimento e al protagonismo degli abituali consumatori.”

“Fin dai prossimi giorni vogliamo avviare territorio per territorio e a partire da scuole e università percorsi di coinvolgimento e dibattito” conclude il portavoce della Rete della Conoscenza ” insieme a battaglie per l’approvazione di delibere antiproibizioniste nelle istituzioni locali e la costruzione di reti di relazione e azione che possano gridare insieme basta al proibizionismo”.

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