Affitti più bassi fino ad agosto per i fuori sede: "Ora i costi stanno tornando a livelli pre lockdown"

Nei mesi del lockdown molti studenti fuori sede avevano lasciato le grandi città, lasciando la propria stanza o non rinnovando il contratto. “I 2/3 delle agenzie segnalano un ribasso medio tra i 25€ e i 50€ mensili. Nel 61% dei casi, le richieste da parte degli studenti sono aumentate rispetto al mese di luglio”, scrive Solo Affitti S.p.A. in una nota.

L’indagine, forse di un network di agenzie affiliate su tutto il territorio nazionale, ha registrato nei mesi estivi un primo, seppur piccolo caso, anche nelle grandi città come Milano, Roma e Napoli (-2%). A fronte di una generale richiesta di riduzione dei canoni fatta ai proprietari (75%). “Abbiamo chiesto la riduzione del canone da aprile e, tramite accordo privato con il proprietario, abbiamo pagato 40 euro di meno fino ad agosto”, dicono Alessio e Claudio studenti di Medicina all’ultimo anno alla Sapienza di Roma. “Ora però siamo tornati al solito prezzo pre lockdown”, affermano.

Oggi tra le grandi città, sono Roma, Firenze, Milano quelle in cui la situazione al momento rimane più critica e le richieste di stanze e appartamenti sono ancora piuttosto ridotte. “Frequenterò la Sapienza per la magistrale – afferma Antonella, siciliana, 22 anni – sto cercando nei quartieri adiacenti l’Università perché ho lasciato casa durante il lockdown ma i prezzi sono tornati a quelli dello scorso anno: 450/500 euro per una camera singola”. Con la fine dei test d’ingresso come Medicina e il ritorno, seppur ridotto dalla possibilità della didattica a distanza, sta riportando il canone dei prezzi ad un livello pre covid-19 nelle grandi città.

“Le città in cui nelle ultime settimane è stata rilevata una maggiore disponibilità dei proprietari a praticare ribassi rispetto ai canoni di affitto – scrive Solo Affitti – pur di agevolare incentivare gli studenti a prendere in affitto una stanza, sono Pavia, Pisa, Siena, Trieste, Catanzaro”. Ma capitano anche chi cerca maggiori garanzie e paletti: “Mi è capitano di discutere, anche animatamente, per una clausola di un contratto che mi obbligava a contattare il proprietario ogni volta che avrei voluto invitare qualcuno in casa – racconta Viola, dottoranda all’Università di Pisa -. Lo trovo sconvolgente, capisco la paura del coronavirus ma certe richieste sono semplicemente assurde”.

Viste le incertezze e l’ampia disponibilità di stanze, gli studenti hanno spesso più richieste del solito, sia dal punto di vista contrattuale (soprattutto per gli aspetti legati alla disdetta), sia dell’alloggio (bagno individuale, appartamento con massimo 2 studenti, etc). Richieste che, soprattutto dal punto di vista contrattuale, i proprietari difficilmente sono disposti ad accettare. Eppure in una situazione di incertezza, e con una pandemia in corso, “sono richieste più che giustificate perché alcuni di noi dovranno vivere con degli sconosciuti: come possiamo fidarci ad occhi chiusi? – afferma Paolo, al terzo anno di Ingegneria al Politcenico di Milano – Certo, nessuno ti da la garanzia anche quando vai al ristorante, ma molti proprietari, almeno qui in città, richiedono gli stessi affitti di prima con poche garanzie sulla scelta degli inquilini come se fossimo usciti dal rischio contagio”.

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