Test d’ingresso ad Aprile – Gli studenti furiosi: “Il Ministro rifiuta il confronto”

test d'ingresso ad aprile

Il 5 Febbraio è stato pubblicato sul sito del MIUR il decreto ministeriale n. 85 che regola i test per i corsi a numero chiuso, i quali a differenza di quanto accaduto gli anni passati, saranno anticipati in primavera, e precisamente nei giorni 8 , 9 e 10 Aprile. “Dopo la sconfitta sul bonus maturita’ del governo a seguito dei ricorsi UDU rimane la lotteria e l’assurda negazione del diritto allo studio provocato da questo sistema fortemente iniquo che anche quest’anno colpirà migliaia di studenti” – scrivono in un comunicato inviato alla redazione del Corriere dell’Università la Rete degli Studenti Medi e l’UDU, l’Unione degli studenti universitari.
“Ignorando l’evidenza di un sistema che non funziona, il ministro va avanti sulla strada dei test anziché aprire immediatamente un confronto con gli studenti per rivedere in toto il sistema d’accesso universitario – commenta Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari. Questo nonostante le centinaia di ricorsi che la nostra organizzazione ha già vinto e continua a portare avanti, e che hanno inconfutabilmente dimostrato tutte le falle di un sistema che ha lo scopo di garantire gli interessi degli ordini professionali, a scapito del diritto allo studio”.
“Anziché ridiscutere il sistema, si è riusciti quest’anno a peggiorarlo, anticipando i test ad Aprile e quindi compromettendo il percorso formativo di migliaia di studenti medi. Se non ci sarà un passo indietro immediato, siamo pronti a impugnare il decreto stesso d’indizione del test” –  racconta Daniele Lanni, portavoce della Rete degli studenti Medi.
A commentare la vicenda è anche Michele Bonetti, legale dei due sindacati studenteschi. “Alzeremo le barricate dei ricorsi, un maxi ricorso per l’UDU e la RETE dove studenti del liceo e universitari diranno no al numero chiuso, impugnando e bloccando il decreto Carrozza prima del test”.
Conclude Gianluca Scuccimarra: “Un ricorso per eliminare questa nuova e ulteriore chiusura durante l’anno scolastico quando i ragazzi sono ancora sui banchi di scuola. Invece di aprire il sistema il ministro invia agli studenti un messaggio distruttivo: prevedere (ad oggi) il 20% dei posti in meno rispetto allo scorso anno. Il ministero deve avviare immediatamente il confronto per rivedere concretamente il sistema di accesso già da quest’anno: nel frattempo siamo pronti a portare la discussione sull’accesso e la garanzia del diritto allo studio in tutte le università e le scuole del Paese”.
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