Terroristi dell'Isis uccido 22 persone all'Università di Kabul in Afghanistan

Nella tarda mattina di lunedì 2 novembre tre uomini armati hanno massacrato 22 persone nell’università più grande dell’Afghanistan, prima di venire uccisi dalle forze di sicurezza. La sera dello stesso giorno, lo Stato islamico ha rivendicato l’attacco

A man, wounded after gunmen stormed Kabul university, arrives in an ambulance to Isteqlal Hospital in Kabul on November 2, 2020. – Gunmen stormed Kabul university on November 2 ahead of the opening of an Iranian book fair, firing shots and sending students fleeing, Afghan officials and witnesses said. (Photo by WAKIL KOHSAR / AFP) (Photo by WAKIL KOHSAR/AFP via Getty Images)

Lunedì 2 novembre un gruppo di uomini armati ha assediato la più grande università dell’Afghanistan, situata nella capitale, Kabul, uccidendo 22 persone e ferendone altre 22. Il portavoce del ministero dell’Interno afgano Tariq Arian ha dichiarato che gli assalitori erano in tre e sono stati uccisi dalle forze di sicurezza afghane. L’attacco contro l’università si è trascinato per più di quattro ore, con esplosivi, colpi di armi da fuoco e più di una ventina di studenti e professori presi in ostaggio dalla banda di aggressori, mentre le truppe afgane e statunitensi cercavano di liberarli. I talebani hanno negato subito qualsiasi coinvolgimento, mentre nella sera dello stesso giorno lo stato islamico (Isis) si è assunto la responsabilità dell’attacco, sostenendo di aver preso di mira un “raduno di laurea per giudici e investigatori del governo afghano apostata” e nominando due uomini come esecutori materiali.

Numerosi video diffusi sui social network mostrano gli studenti che scappano terrorizzati arrampicandosi sul muro che circonda l’edificio. Fra questi, lo studente di scienze sociali Fardin Ahmadi ha raccontato al New York Times di essere rimasto bloccato nella sua classe per due ore, finché le forze afgane non lo hanno evacuato insieme a molti altri compagni. “La situazione era molto grave”, ha detto Ahmadi. “Ogni studente voleva salvarsi: ci eravamo dimenticati di qualsiasi altra cosaL’università di Kabul aveva appena revocato le restrizioni anti Covid-19 imposte negli ultimi mesi, permettendo a  studenti e docenti di rientrare nel campus: al momento dell’attacco, migliaia di persone erano sparse tra aule, dormitori e una mostra di libri di autori iraniani e afgani.

Quello all’interno dell’università è solo l’ultimo dei numerosi attacchi di alto profilo che lo stato islamico ha organizzato a Kabul negli ultimi anni, per colpire i musulmani sciiti nelle postazioni governative, scuole e luoghi di culto, spesso adoperando le tattiche dei talebani. Solo una settimana fa, il 24 ottobre, c’è stato un attentato suicida rivendicato dallo Stato islamico in un centro educativo nella parte occidentale di Kabul. Le vittime erano state più di 40, per la maggior parte studenti delle scuole superiori della minoranza etnica sciita Hazara. Nel 2018, un altro attentato suicida (sempre rivendicato dall’Isis) aveva ucciso dozzine di persone proprio nei pressi dell’università della capitale. 

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