Tasse, Unifi verso una soluzione

soldi-americani.jpgI tagli ci saranno e questa volta a vantaggio degli studenti. Ormai non sono solo più voci, ma promesse fatte dal rettore dell’Università fiorentina. A subire un sostanziale alleggerimento sarà la prima rata delle tasse universitarie del prossimo anno accademico . Una specie di rimborso che sarà dato a tutti gli iscritti all’ateneo che nel 2008 hanno visto una crescita sostanziale della propria “parcella”.
Dopo aver rimpinguato le casse dell’ateneo – sforando con le tasse degli studenti il vincolo imposto per legge del 20% del fondo di finanziamento ordinario – l’ateneo è dovuto correre ai ripari. Troppi soldi, infatti, sarebbero entrati e troppi sono stati scuciti dalle tasche degli oltre 60 mila iscritti alla struttura. Ora, infatti, con una entrata di 37 milioni piazza San Marco è eccessivamente ricca per non apportare sconti sui prossimi pagamenti. L’ateneo fiorentino sa bene che per non sforare il tetto massimo dovrà mantenersi nell’anno 2008 entro i 52 milioni stabiliti dal bilancio preventivo.
Fortunatamente la prima rata del prossimo anno sarà forse più bassa per tutti. Inizia oggi infatti il tavolo tra atenei e studenti per trovare una soluzione definitiva. E il rettore Marinelli ha già annunciato nuovi criteri ed in particolare ha sottolineato l’opportunità di agevolazioni fiscali verso famiglie con redditi minori e verso studenti meritevoli. Opportunità di poter pagare di meno anche per coloro che hanno fratelli e sorelle già iscritti all’ateneo fiorentino. Una sorta di sconto famiglia in realtà più utilizzato nelle palestre e dalle università telematiche e meno conosciuto negli atenei italiani.
Tra gli intenti anche quello di riordinare le classi di contribuzione in una logica redistributiva, riducendo le tasse agli studenti lavoratori e differenziando in modo significativo i contributi da pagare in base alle condizioni economiche e patrimoniali. Di nuovissima generazione invece l’idea di prendere provvedimenti fiscali in itinere. Ogni anno a giugno l’ateneo potrebbe rimodulare le tasse, andando ad agire direttamente sulla prima rata dell’anno successivo.

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