Tagli alle borse di studio, una studentessa scrive ai politici: “Mi avete rubato il futuro”

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Niente borsa di studio pur risultando idonea. È questa la realtà dell’Università italiana, dopo le pubblicazioni delle graduatorie per i borsisti di questa mattina. A denunciare la questione è Rita, una studentessa di Napoli, che ha deciso di scrivere una lettera al Presidente Monti e al Ministro Profumo per protestare contro questa decisione. Ne pubblichiamo gli stralci più importanti.

“Presidente Caldoro, Presidente Monti, Ministro Profumo ed Assessore Trombetti, sono un’idonea non assegnataria.

Non so se avete più o meno idea di cosa significhi; sono una studentessa universitaria che rientra a tutti gli effetti nei parametri di quelli che hanno diritto ad una borsa di studio perché non hanno le condizioni per poter studiare autonomamente, ma ai quali non è possibile garantire una borsa di studio.

Diciamo pure che io sono tra le persone che non godono del diritto allo studio, degli esclusi dagli articoli 3 e 34 della Costituzione. Credo sia giusto che ogni tanto vi ricordiate di chi c’è dall’altra parte dei vostri tagli.

Quando quest’anno mi sono trovata a dover pagare una tassa regionale di 140 euro, a fronte dei 62 dello scorso anno, mi sono detta che, nonostante tutto, forse questa volta sareste riusciti a coprire le borse di studio e quindi almeno per un anno studiare non sarebbe stato così difficile. Ho controllato tutti i giorni in maniera spasmodica il sito dell’Adisu (l’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario della mia regione) in attesa di capire cosa ne sarebbe stato di me, convinta che questa volta ce l’avrei fatta perché se da due anni l’unico reddito che entra in casa tua è dato da un ammortizzatore sociale, ti aspetti che almeno i soldi per studiare te li diano.

E’ da venerdì scorso, termine ultimo di uscita delle graduatorie definitive, che faccio in media cinquanta accessi al sito dell’Adisu al giorno, ma le graduatorie son venute fuori soltanto stamattina e con una sorpresa veramente brutta per me e chissà quanti altri.

E allora io mi ritrovo dall’inizio dell’anno ad aver speso 363,39 euro di tasse universitarie, 120 euro di abbonamento di autobus, e 50 euro per i libri per coprire a malapena un esame e mezzo su quattro, quasi tutti rigorosamente fotocopiati perché se voi non rispettate la legge per la quale io ho diritto a studiare non vedo perché io debba rispettare quella per la quale non posso fotocopiare i testi.

Certo, potrei non fare la choosy e trovarmi un lavoretto come fanno tutti quelli della mia età ma ovviamente lavorare e studiare non è così semplice e già in passato sono andata fuori corso per questo motivo.

Quest’anno però, cominciata la magistrale, ero sicura, ero certa, che nella mia condizione non mi si potesse dire no. A me e a chissà quanti altri. In fondo la tassa regionale sul diritto allo studio è aumentata del 120%, com’è possibile che non riescano a coprirmi la borsa di studio? Un miglioramento dei servizi non c’è stato, le condizioni in cui versa la mia università sono drammatiche. Almeno con questi soldi faranno tirare un sospiro di sollievo, per un po’, a me ed a quelli come me. E invece non è stato così, dopo tre mesi di attesa e di ansia – anche 1750 euro possono cambiare l’anno a qualcuno, non so se potete realmente realizzarlo – stamattina ci siamo svegliati con questa buona notizia: niente borsa di studio, arrangiatevi!

Quello che voglio sapere prescinde dall’ideologia, prescinde dallo scontro politico; si tratta di una semplice informazione, molto pratica. Ora che mi avete tagliato la speranza di una borsa di studio pari quasi alla metà del mio reddito annuo, come pensate che io possa arrangiarmi?

Perché i violenti siete voi, perché stamattina, di nuovo, mi avete scippato il futuro”.

Rita, studentessa di Napoli

RN

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