Non vogliamo morire precari: parola di universitario

Hanno preso la manifestazione nazionale FIOM-CGIL, sabato 16 ottobre 2010, a simbolo delle rivendicazioni del mondo di lavoro in crisi durante la crisi, gli studenti universitari e medi provenienti da tutta Italia (Padova, Torino, Cosenza, Treviso e tante altre città) per condividere lo stato di precarietà professionale e pertanto esistenziale, costante delle giovani e meno giovani generazioni del terzo millennio. “ Non moriremo precari”, lo slogan della manifestazione, ci evidenzia Claudio Riccio, rappresentante degli studenti universitari di Link , “a capo” del corteo che sta per partire dalla Sapienza.
“Non siamo qui solo per manifestare contro il ddl Gelmini, dichiara Claudio, ma per contravvenire a un sistema politico-sociale che fa della precarietà, la base a-contrattuale dell’odierno mondo del lavoro. La nostra solidarietà ai lavoratori è intrinsecamente legata alla condizione dei lavoratori della conoscenza, ricercatori e studenti.  Alla crisi, sostegno i giovani partecipanti alla manifestazione, non si risponde con la precarizzazione della società.
Una mancanza di prospettive dunque che richiede una riforma universitaria e socio-economica che sia rispettosa della dignità della persona, della sua formazione e del suo diritto al lavoro e quindi a un futuro.  Dai megafoni, gli studenti inneggiano a riprendersi i propri diritti mediante il welfare e conoscenza, parole chiavi di condivisione e partecipazione.
Tra i cartelloni, spicca “No, all’Università geneticamente modificata”, “Pericolo, studenti pensanti” “Psicologia brontola” scritta accompagnata dall’immagine mitica di uno dei sette nani di Biancaneve.
“Contratti atipici, sembrano essere la nostra unica prospettiva ci dice un laureato triennale in Scienza Politiche, tralasciando il fatto che un laureato triennale ha una probabilità di trovare un’occupazione pari a zero” E qui ci permettiamo di aprire una parentesi: il fallimento del 3+2 va bene oltre il ddl Gelmini, 2010.
Il corteo inizia a muoversi da piazzale Aldo Moro per le 13.00 per raggiungere i ricercatori strutturati e precari che si sono raccolti a P.zza della Repubblica per confluire in uno spezzone unico: “Gli studenti di oggi, ci racconta Valentina Barrera, ricercatrice precaria (biologa) della Facoltà di Medicina dell’Università di Torino, hanno maggiore forza rispetto al passato poiché oltre alla difesa al diritto di studio portano con sé , la nostra esperienza, il nostro percorso “atipico” che li rende più forti e consapevoli”.
Non possiamo non costatare che le nostre vicende politiche possiedono l’oscuro potere di annebbiare una realtà che pulsa in ogni piega della nostra società. Tra una settimana Valentina partirà per l’Uganda per proseguire i suoi studi e il suo operato, per contrastare la diffusione della malaria.
Noi continueremo ad essere assordati dalle contese pseudo-politiche , da voci mefistofeliche e melliflue, incomprensibili al “linguaggio umano” , mentre la vita vera (che nulla ha a che spartire con i nefasti strumenti di intrattenimento, quali i realitiy) fluisce in tutta la sua potenza e potenzialità, pur  sulla scia di un’opaca prospettiva di futuro. 
Ddl Gelmini, punta dell’iceberg di un’Università dissestata da decenni? Spinta ulteriore verso la privatizzazione del sapere? Autentico tentativo di ri-forma? La cittadinanza attiva si interroga e rimane in attesa di una risposta da parte dei cosiddetti “decision maker”.
Manifestazione che coincide con l’anniversario del 67esimo anniversario dal rastrellamento degli ebrei del ghetto di Roma, un omaggio alla  memoria collettiva per non dimenticare.
Amanda Coccetti ([email protected])

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