Cellule staminali, l'Italia tra veti e tabù

cellulestaminaliembrionali.jpgRisalto internazionale per la vicenda delle ricercatrici italiane che si sono viste bocciare, dal Tar del Lazio, il ricorso nel quale denunciavano il mancato finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Un articolo sul caso delle ricercatrici italiane, tra cui Elena Cattaneo, dell’Università di Milano, e Elisabetta Cerbai, dell’Università di Pavia, è stato pubblicato su Science online.

Nell’articolo si fa riferimento all’Italia come un Paese in cui «la Chiesa Cattolica ha una grande influenza sulla politica» e in cui «i ricercatori che vogliono lavorare sulle cellule staminali embrionali umane devono lottare». «Abbiamo fatto ricorso al Tar – ha spiegato Cerbai – perché si tratta di una ricerca legale in Italia e scientificamente importante e quindi non vi sono motivazioni giuridiche né scientifiche per escluderla da un bando che studia la biologia delle staminali e le loro opportunità applicative».

Intanto si sono chiusi i termini per la presentazione dei progetti e le ricercatrici non hanno potuto sottomettere i loro progetti. «Abbiamo lavorato molto al completamento del nostro progetto – ha dichiarato Cattaneo – e ci sembra ingiusto che questo ora non possa essere ufficialmente valutato. Noi troviamo nella scienza, nella legge e nella Costituzione evidenze a supporto della presentazione dei nostri progetti».

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