La solidarietà degli studenti a Pino Maniaci: “La mafia si combatte dalle scuole e dalle università”

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Una CNN a conduzione familiare. E’ questa Telejato, stazione televisiva indipendente con sede a Partinico, in Sicilia. Dal 1999, grazie al lavoro di Pino Maniaci, la piccola rete si è distinta per una straordinaria lotta alla mafia, con inchieste e reportage giornaliere. Ma da tempo, Maniaci è raggiunto da minacce e intimidazioni. L’ultima risale al 3 dicembre scorso, quando sono stati impiccati i due cani del direttore di Telejato.

Numerose le espressioni di solidarietà, alle quali si aggiunge anche il messaggio diretto degli studenti. “Pino Maniaci da qualche tempo stava denunciando il traffico di droga in una zona di Palermo e la risposta non si è fatta aspettare: colpire nel vivo la vita di una persona uccidendo i suoi cani mette in evidenza chi sono le vere bestie: i mafiosi – dichiara Gianluca Scuccimarra, coordinatore Unione degli Universitari. Da anni si susseguono atti intimidatori verso chi cerca di denunciare il marcio che quotidianamente si vede attorno ed ogni volta i responsabili non ne pagano le conseguenze. Con gli scandali degli ultimi giorni di Mafia Capitale vogliamo che si cominci con una seria lotta alla criminalità organizzata in tutta la penisola”.

“L’attento a Maniaci, la connivenza delle persone che ne conseguirà, il fatto che se ne è parlato così poco e che oramai questi fatti sembrano quotidianità mettono in luce come la mafia sia in primis un problema culturale del nostro Paese – conclude Irone, portavoce Rete degli Studenti Medi. Da anni diciamo che nelle scuole, nelle università di tutta la penisola si deve parlare di cultura della legalità, si deve insegnare il valore civile della lotta alla mafia. In questa occasione, oltre a dimostrare pubblicamente tutta la nostra solidarietà, vogliamo lanciare una foto-petizione a sostegno di Pino Maniaci a partire proprio dalle scuole e dalle università. Per lanciare un messaggio forte, invitiamo tutti gli studenti di tutta Italia a scrivere sulle lavagne: “La mafia è una montagna di merda, siamo tutti Pino Maniaci”, parole forti che sono necessarie a lanciare un messaggio altrettanto forte”.

Raffaele Nappi

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