Siena, grana di 80 mln per l'ateneo

euro.jpgAmmonta a circa 80 milioni di euro il debito che l’Università di Siena ha contratto con l’ Inpdap per il versamento dei contributi dei lavoratori. Lo ha rivelato il rettore Silvano Focardi al termine della riunione del Senato accademico svoltasi ieri mattina. «In una settimana spero di avere chiarezza sulla situazione – ha detto Focardi – il debito è di circa 80 milioni. Appena la situazione sarà chiarita decideremo cosa fare. Una cosa importante è però emersa dalla riunione: la volontà di proseguire con trasparenza e chiarezza».
Intanto il personale tecnico e amministrativo dell’ Università, che si è riunito in assemblea (oltre 300 partecipanti), ha chiesto le dimissioni del direttore amministrativo Loriano Bigi e l’istituzione di una commissione esterna per il controllo dei conti dell’Ateneo al posto di quella interna deliberata ieri dal Cda. «Le responsabilità non possono essere solo di chi è in sella da due anni. Se ancora non è possibile stabilire le responsabilità materiali del buco – hanno detto i sindacati – è indubbia la responsabilità del direttore amministrativo. Venuta meno la fiducia negli organismi politici, chiediamo che sia un’agenzia esterna nominata dal Cda a controllare i conti per poi condividere le informazioni con tutte le componenti».
Ma il Senato condivide «la decisione assunta dal Cda» e sostiene che la nomina della società di revisione «deve avvenire quanto prima». Il corpo docente dell’Ateneo, al termine di una riunione, ha emesso una delibera che parla di «forte preoccupazione», e sottolinea che «la strada di chiarezza e trasparenza imboccata debba essere proseguita». In questo senso il Senato chiede che tutti i movimenti finanziari dei prossimi 12-15 mesi siano evidenziati «per capire quali rischi corra l’ Università» e di questo si parlerà in una riunione fissata il 15 ottobre.
Manuel Massimo

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