Sentenza del Consiglio di Stato sul numero chiuso. Gli studenti: "Vittoria, è ora di cambiare la legge"

“E’ una crepa decisiva nella diga”. A parlare è l’avvocato Michele Bonetti, euforico dopo la sentenza di questa mattina del Consiglio di Stato, che ha accolto le istante cautelari proposte nei ricordi UDU (Unione degli Universitari).

“Grazie ai nostri ricorsi è stato finalmente acclarato dal Consiglio di Stato, pur se in una fase cautelare, che le domande del test 2015 erano sbagliate. Per l’ennesima volta è la giustizia amministrativa che riesce a risolvere problemi di fronte ad un Ministero inerme. È l’ennesimo colpo inflitto ad un sistema che fa acqua da tutte le parti.” ha commentato al Corriere dell’Università Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari.

Secondo l’Avv. Michele Bonetti, che ha rappresentato gli studenti in primo e secondo grado, insieme all’Avv. Santi Delia quella di oggi è  “una crepa decisiva nella diga, aperta grazie ai ricorsi dell’UDU”. “Ad oggi – continua Bonetti – ci sono circa 1.000 posti liberi che non vengono sfruttati per i corsi di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Professioni Sanitarie, a causa della chiusura anticipata delle graduatorie, mentre i nostri ragazzi sono costretti ad andare a studiare all’estero”.

Conclude Dionisio: “E’ ormai evidente che l’attuale sistema a numero chiuso non è più sostenibile: ogni anno tantissimi studenti sono costretti a ricorrere alle vie legali per vedere riconosciuto il diritto all’accesso al corso di studi che si è scelto per il proprio futuro perché il Ministero sbaglia i concorsi. Siamo stufi dei soliti annunci e della vuota retorica: il MIUR deve prendere atto che il muro del numero chiuso sta crollando. È necessario abrogare la legge 264/99 e convocare al più presto il tavolo per discutere realmente il superamento dell’attuale modello.”

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