Sapienza, prima per investimenti in ricerca green

La misura da 40 milioni di euro grazie al Recovery Plan e cofinanziata dall’Ateneo, aprirà 437 nuove posizioni per ricercatori e dottorandi in collaborazione con imprese italiane e straniere
Medical Virology Research Scientist Works in a Hazmat Suit with Mask, Inspects Test Tube with Isolated Virus String from Refrigerator Box. She Works in a Sterile High Tech Laboratory/ Research Facility.

L’Università Sapienza ha bandito 117 posizioni da ricercatore a tempo determinato e 320 borse di dottorato: 41 milioni di euro di fondi tra Pnrr (30 milioni) e risorse proprie /11,2 milioni). Sono i numeri della nuova via per la ricerca intrapresa dall’Ateneo romano grazie al Fondo sociale europeo per il programma “React-Eu” (acronimo inglese per “Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori dell’Europa) compreso all’interno “Recovery Plan”.

I progetti di ricerca e innovazione riguarderanno due settori strategici per la ripresa dopo la pandemia da Covid-19: quello dell’innovazione e delle tecnologie abilitanti e inclusive e quello del “green”, declinato come conservazione dell’ecosistema, sviluppo sostenibile e inclusivo, difesa della biodiversità, lotta al cambiamento climatico, diffusione dell’economia circolare, riduzione delle emissioni di CO2.

La misura, varata dal Mur in agosto, intende favorire la diffusione di un approccio di maggiore interscambio tra il mondo della ricerca e il mondo produttivo, attraverso l’attivazione di percorsi di dottorato e progetti di ricerca su tematiche transdisciplinari, il piano di rilancio post-pandemico Next Generation Eu e il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

La rettrice della Sapienza

“Un’opportunità unica che si traduce, in numeri, nel reclutamento di un totale di 437 giovani, tra ricercatori e allievi dei percorsi dottorali, per l’80% su tematiche green e per il restante 20% su quelle legate all’innovazione – spiega la rettrice Antonella Polimeni – È un segnale importante che conferma l’impegno del primo ateneo romano e del più grande ateneo in Europa, in settori strategici per lo sviluppo e per il rilancio del Paese, nell’ottica di superare il gap mondo della ricerca e mondo imprenditoriale”.

I bandi dei ricercatori

I bandi prevedono che i giovani ricercatori e gli allievi dei percorsi dottorali dovranno concludere il proprio percorso mettendo alla prova sul campo le competenze acquisite nel triennio di ricerca, all’interno di un’impresa in Italia o all’estero per periodo compreso tra un minimo di 6 e un massimo di 12 mesi. I progetti proposti sono stati tutti condivisi con imprese di grandi, medie e piccole dimensioni, tra le quali – per citarne solo alcune – Leonardo, Thales Alenia Space, Eni, Merck, Bridgestone, NextChem. Numerosi sono anche i progetti che saranno sviluppati in collaborazione con le start up di Sapienza (oggi oltre 45), tra le quali alcune in forte crescita e in fase di scale up grazie anche ad investitori italiani e stranieri. Questa opportunità permetterà di rafforzare le capacità di ricerca dell’ateneo su temi chiave per il futuro, al fine di collaborare in maniera più efficace con il mondo delle imprese e per fare squadra tra i diversi gruppi di ricerca cogliendo l’essenza transdisciplinare della doppia transizione.

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