Ridiamo in casa con il recupero degli alimenti

Ogni italiano elimina nel cestino dei rifiuti 600 euro di alimenti all’anno. In molti, ancora oggi, non si fidano dell’acqua del rubinetto. Comportamenti scorretti che hanno ripercussioni economiche e ambientali. L’Università di Milano-Bicocca, Legambiente Lombardia Onlus, Prothea e la giovane spin off universitaria FEM2-Ambiente, hanno dato vita al progetto Ridere in casa – Riduzione degli sprechi in casa, finanziato con il contributo della Regione Lombardia nell’ambito del programma delle iniziative di tutela dei consumatori per l’anno 2010

Ogni italiano elimina nel cestino dei rifiuti 600 euro di alimenti all’anno. In molti, ancora oggi, non si fidano dell’acqua del rubinetto. Comportamenti scorretti che hanno ripercussioni economiche e ambientali. L’Università di Milano-Bicocca, Legambiente Lombardia Onlus, Prothea e la giovane spin off universitaria FEM2-Ambiente, hanno dato vita al progetto Ridere in casa – Riduzione degli sprechi in casa, finanziato con il contributo della Regione Lombardia nell’ambito del programma delle iniziative di tutela dei consumatori per l’anno 2010.
 Ogni italiano, infatti, spreca circa 600 euro all’anno per acquistare prodotti alimentari che scadranno prima della data di consumo. “Ridere in Casa”, acronimo del progetto “Riduzione degli sprechi in casa”, nasce quindi da alcune valutazioni pratiche fatte sulla spesa dei consumatori: consuetudini sbagliate che si ripercuotono sull’economia e sull’ambiente.
Altro grande problema è il consumo dell’acqua di fonte: si calcola che in media i cittadini consumino 250 litri di acqua a testa al giorno e il dato significativo è che gli Italiani si fidano poco dell’acqua che sgorga dal proprio rubinetto.
Tra le idee sviluppate dai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca vi è l’attivazione di sistemi alternativi per il “recupero” degli alimenti, come il last minute food, una intuizione avuta nel 1998 da un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna e già attiva in diversi paesi europei.
 Il last minute food, che nel 2007 ha permesso di non far finire in discarica 283 tonnellate di alimenti ancora idonei per essere consumati, in Lombardia non è ancora stato adottato. I ricercatori intendono quindi effettuare indagini di mercato sull’intero territorio regionale per verificare la possibilità di attivare catene last minute food, anche in vista di Expo 2015. L’indagine sarà differenziata da zona a zona e sopratutto valuterà la tipologie di prodotti che potrebbero essere rivenduti in tale filiera.
Gli alimenti in scadenza, che diversamente finirebbero al macero, potrebbero quindi essere venduti, ad un costo decisamente più basso rispetto al prezzo di mercato, presso uno dei punti vendita della catena last minute food.     
 
 Progetto Ridere in Casa
Cosa significa che un cibo scade? Quali sono gli obblighi di legge e quali invece le componenti biologiche che possono deteriorare un prodotto agroalimentare? I ricercatori affronteranno queste problematiche e svilupperanno linee guida per una idonea preservazione dei cibi che saranno veicolate ai consumatori grazie alle attività di educazione nelle scuole e nelle piazze organizzati da Legambiente, Prothea e dalla stessa Università.
 Il materiale informativo sarà disponibile anche su internet in modo che i consumatori possano essere informati su come ridurre gli sprechi alimentari e alimentarsi meglio.
Il progetto affronterà inoltre il problema dei cibi a breve scadenza e degli sprechi alimentari proponendo nuove soluzioni per la conservazione dei prodotti freschi e valutando l’attivazione di sistemi alternativi di distribuzione.
Altro tema importante è quello legato alla qualità dell’acqua distribuita nella rete idrica cittadina. Il progetto ha inoltre l’obiettivo di fornire ai consumatori i mezzi per conoscere meglio questa risorsa, la sua qualità e caratteristiche ed incentivarne il consumo. I mezzi utilizzati saranno kit fai-da-te per analizzare la durezza, il contenuto di cloro, o le sostanze azotate disciolte nell’acqua realizzati da FEM2-Ambiente e usati in attività di educazione e informazione.
Obiettivi del Progetto
Il progetto verrà sviluppato con maggiore incidenza in quelle aree della città dove i prodotti a breve scadenza, e i cibi confezionati, sono consumati in quantità maggiore. Pensiamo ai single, ai manager e ai gruppi famigliari piccoli che, sempre più frequentemente, scelgono come pranzo frutta e verdura preconfezionata e cibi a breve scadenza. L’obiettivo è ridurre il consumo di tali rifiuti del 50 per cento, educando i cittadini a una spesa intelligente e alla riduzione dell’impatto ambientale.
Importante, ul consumo responsabile dell’acqua del rubinetto che punta alla riduzione degli sprechi del 50 per cento e, soprattutto, alla diminuzione dell’inquinamento legato a detersivi e detergenti di origine civile.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

FaD: la formazione a prova di click

Next Article

Accademia il teatro per la città

Related Posts
Leggi di più

Università, Messa: “Episodi concorsi isolati”

"La comunità scientifica è una comunità sana. Ha anticorpia sufficienza per reagire e autoregolarsi, ma deve misurarsi tra le altre cose con una realtà che fatica a trovare il giusto equilibrio tra trazione e innovazione, e a definire cosa caratterizzi il merito in maniera obiettiva, rendendo prossima allo zero l'ineludibile discrezionalità della scelta", parole della ministra Cristina Messa