Ricerca Covid, Statale di Milano è la prima università in Europa e la quarta al mondo

Nella ricerca mondiale sulla pandemia è preceduta solo dalle due università di Wuhan e da Harvard

La Statale di Milano è la prima università in Europa e quarta al mondo per articoli pubblicati su Covid-19 (287). A certificarlo è la rivista Science nel numero del 14 gennaio, che riporta la graduatoria di chi ha maggiormente contribuito alla ricerca su Covid-19  in base agli articoli pubblicati nel primo semestre del 2020. Considerando le istituzioni universitarie, l’ateneo lombardo, è preceduto solo dalle due università di Wuhan e da Harvard: sono stati 442 gli articoli pubblicati dalla Huazhong University of Science and Technology, 433 quelli del Tongji Medical College, 395 le pubblicazioni sul Covid dell’Harvard Medical School, 287 quelli della Statale. 

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L’università milanese scende di un solo posto, cedendolo all’Istituto nazionale per la salute e la ricerca biomedica francese (Inserim), se si allarga la classifica anche agli istituti di ricerca.  “Un riconoscimento eccezionale, considerando le sole istituzione accademiche la produzione scientifica della Statale porta Milano e l’Italia al quarto posto al mondo”, commenta la prorettrice a ricerca e all’innovazione, Maria Pia Abbracchio. Che aggiunge: “Al di là del numero delle pubblicazioni scientifiche, la rilevanza del contributo della Statale risiede nell’ampiezza e importanza delle tematiche studiate, che spaziano dalle origine e modalità di circolazione del virus, agli avanzamenti forniti alle procedure per la diagnosi, il tracciamento e la cura dell’infezione e delle sue conseguenze a lungo termine, fino alla recente retro-datazione dell’inizio della pandemia a settembre-novembre 2019, ben prima della comparsa ufficiale del virus”. 

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“Fa sempre piacere vedere il valore della Statale riconosciuto a livello globale per il suo impatto sulla ricerca e sul controllo del Covid-19 – afferma il rettore Elio Franzini – e constatare come l’emergenza sia stata in grado di reclutare immediatamente le forze migliori all’interno dell’ateneo, generando nuova conoscenza a favore della comunità scientifica internazionale”.

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