Reddito minimo: la risposta degli studenti a Poletti

Le proposte di Tito Boeri, da alcuni mesi alla presidenza dell’INPS, hanno riaperto un dibattito su argomenti fondamentali, quali il sistema pensionistico e gli strumenti di sostegno al reddito. In particolare, la prospettiva di garantire un reddito minimo agli over 55 ha portato più voci (Governo, sindacati, Confindustria) a prendere parola sull’argomento. Ecco la risposta degli studenti a Poletti e Boeri, in una nota al Corriere dell’Università

 

“Questi temi sono stati al centro delle mobilitazioni sociali degli ultimi anni ed è importante che tornino al centro del dibattito pubblico – dichiara Riccardo Laterza, Portavoce Nazionale della Rete della Conoscenza -. Servono risposte alle conseguenze delle politiche di austerità dentro la crisi economica: disoccupazione di massa (soprattutto giovanile), bassi compensi, discontinuità di reddito, impoverimento crescente, smantellamento delle protezioni sociali, espulsione censitaria dai luoghi della formazione”.

“Diventa fondamentale affrontare la necessità di introdurre un reddito minimo che garantisca autonomia sociale agli individui e li liberi dal ricatto di disoccupazione e precarietà” – prosegue Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Studenti -. Non possiamo, però, prescindere dall’obiettivo di mettere in campo forme di welfare universale: la risposta del Ministro Poletti alle dichiarazioni di Boeri alimenta, invece, la logica della contrapposizione fra giovani che non trovano lavoro e meno giovani senza disponibilità di reddito o con pensioni da fame, un ragionamento inaccettabile e da rispedire al mittente”.

“Negli ultimi mesi diverse iniziative di mobilitazione, a partire dalla campagna per un “reddito di dignità” lanciata da Libera, BIN e CILAP e dalla piattaforma della Coalizione 27 Febbraio, hanno indicato un’altra strada, contrapposta al workfare che piace al Governo Renzi: residuale, familista, finalizzato a indurre all’accettazione di qualsiasi tipologia di lavoro senza considerare diritti riconosciuti e livelli retributivi – continua Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di Link – Coordinamento Universitario– Si tratta di una battaglia da rilanciare, soprattutto per evitare che le istanze di una composizione sociale sempre più colpita da una redistribuzione della ricchezza verso l’alto siano usate strumentalmente dal governo.”

“Con questo approccio- concludono gli studenti – parteciperemo il 24 aprile allo Speaker’s Corner della Coalizione 27 Febbraio sotto l’INPS a Roma e con blitz e azioni in diverse altre città. Rivendichiamo welfare universale e reddito, equità fiscale e previdenziale e proseguiremo in tutto il Paese un percorso di mobilitazione fino a quando il dibattito in corso non si tradurrà in provvedimenti concreti e rispondenti alle nostre esigenze”.

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