L’annuncio dell’università di Oxford: “Vaccino pronto a settembre”

Per gli scienziati del team internazionale, se verrà confermata l’efficacia riscontrata sulle scimmie, “ad inizio autunno ci saranno milioni di dosi”GIACOMO GALEAZZI28 APRILE 2020

Vaccino pronto a settembre. I ricercatori dell’Università di Oxford sono a un passo dalla svolta che il mondo attende. Gli scienziati del team internazionale al lavoro contro il coronavirus nell’ateneo del Regno Unito comunicano che milioni di dosi di vaccino saranno pronte per l’inizio dell’autunno se entro un mese ne verranno confermate l’efficacia e la sicurezza riscontrate sulle scimmie.

«I macachi sono quanto di più vicino agli uomini possa esistere”, spiega al Times il ricercatore Vincent Munster che pubblicherà il resoconto scientifico della scoperta per condividerla con gli altri laboratori in prima linea a livello planetario nella caccia al vaccino. Se l’immunità ottenuta nei test sulle scimmie verrà confermata in quelli sugli uomini, sarà effettiva la svolta attesa dall’umanità. Per il vaccino gli scienziati dell’Università di Oxford stanno usando una tecnologia già sperimentata con successo su altri coronavirus in passato, puntando alla produzione di anticorpi e alla copertura immunitaria a livello mondiale a partire da settembre.

Nei giorni scorsi il miliardario cofondatore di Microsoft Bill Gates aveva dichiarato la propria disponibilità ad  assumersi parte dei costi della produzione del vaccino contro Sars-CoV2 che l’università di Oxford sta testando sugli esseri umani, precisando di aver preso contatto con le autorità accademiche britanniche e con le più importanti case farmaceutiche mondiali. Una sperimentazione, ha detto il magnate e filantropo statunitense che, «sta procedendo a vele spiegate».

E ha aggiunto: «Se i loro risultati degli anticorpi saranno quelli promessi, allora io e gli altri ci metteremo insieme in un consorzio e faremo in modoche sia prodotto in maniera massiccia. Nessuno di quanti stanno realizzando il vaccino si aspetta di guadagnarci, sarà un bene comune». Ed Elisa Granato è la seconda volontaria, la prima italiana, ad aver testato il prototipo del vaccino sviluppato ad Oxford per combattere il Covid-19. Il 23 aprile si è sottoposta al test e fa sapere che sta «benissimo».

La ricercatrice italiana ha inaugurato subito dopo il collega oncologo Edward O’Neill la prima fase clinica di sperimentazione umana del vaccino messo a punto dal Jenner Institute: il dipartimento di virologia dell’ateneobritannico. Il vaccino non contiene proprio il Covid-19, c’è solo una piccola parte del suo genoma inserito in un virus differente e non nocivo. In questo modo si evita che possa propagarsi, ma può potenzialmente attivare il sistema immunitario e proteggere così dal coronavirus.

ilsecoloXIX

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