“Il futuro ci interessa”

“Università al futuro significa un’idea di università finalmente tesa a conoscere e a far cono…

masia-morcellini.jpgUniversità al futuro significa un’idea di università finalmente tesa a conoscere e a far conoscere all’esterno la realtà dell’accademia, ben oltre ogni tradizionale accusa di autoreferenzialità” queste le parole dell’ex Ministro Letizia Moratti in una lettera agli autori Masia e Morcellini riportata all’inizio del volume “L’Università al futuro. Sistema, progetto, innovazione” discusso ieri, 18 gennaio, nella Sala degli angeli dell’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa.
Un manuale nuovo che attraversa il vissuto della XIV legislatura con i suoi problemi, le avanguardie e con uno sguardo rivolto al futuro. “Perché il futuro è un tempo problematico, il tempo più importante, sempre in connessione con il passato” ha dichiarato il magnifico rettore Francesco De Sanctis nell’apertura dei lavori. “In questo libro percorriamo l’intero cammino dell’università” ha affermato il Preside della facoltà di Scienze della Formazione Lucio D’Alessandro.
Giovanni Cannata magnifico rettore dell’Università del Molise ha definito il volume “un cantiere aperto” dove continuamente professori, studenti e personale lavorano insieme, un libro di consultazione frequente poiché è una guida per l’università moderna che purtroppo soffre una profonda crisi. “La nostra società non ha più solo bisogno di formare le elite, anzi, marcia verso un’università che sia obbligatoria per tutti” ha sostenuto l’ex Ministro dell’università e ricerca scientifica e tecnologica Ortensio Zecchino.
Il sistema del 3+2 ha portato a non troppi giovamenti, troppe sedi, troppi professori e un calo netto di risultati, i fuori corso aumentano sempre più. E inoltre, le riforme dovrebbero esser maggiormente assimilate dall’intera comunità accademica, come ha dichiarato il magnifico rettore dell’Università degli Studi di Messina Francesco Tomasello. “Questo è un manuale diverso da tutti gli altri. Per la prima volta si tratta l’università dall’interno iniziando dalla didattica, passando per l’amministrativo e oltre. Qui, si cerca davvero di individuare la verità del cammino universitario” ha concluso Tomasello.
“L’università di oggi ha il compito di rispondere a continue domande, e non solo domande di studenti ma di tutto l’organico che circonda il mondo-università” ha esordito Masia. Trovare soluzioni condivisibili da parte di tutti è, secondo l’autore, la giusta via per risanare il quadro generale. “Bisogna trovare il metodo giusto, se non si tocca la governance è inutile toccare tutto il resto” ha poi concluso.
Morcellini ha trattato cinque punti nel suo discorso: il nodo del riformismo, indicando che il Ministro Moratti ha dimostrato il vero principio di responsabilità nonostante inizialmente molti l’abbiano criticata; il ruolo della politica o meglio “cattiva politica e cattivo giornalismo”; il clima d’opinione “molto deviato” secondo Morcellini che ha dichiarato “la politica fonda i suoi sistemi sul Corriere della sera. Si parla tanto di fuga dei cervelli, ma se questi cervelli scappano ci deve essere qualcuno che li ha formati, e questo qualcuno è qui. Parentopoli, tanto trattata dai giornalisti, quando poi proprio i figli dei giornalisti sono i primi ad avere incarichi”. Ha infine trattato il concetto di stress istituzionale affermando che la crisi c’è per davvero e l’università ha seri problemi.
In conclusione uno sguardo rivolto al futuro con la nota citazione di Groucho Marx “ Il futuro mi interessa. E’ li che passerò il resto della mia vita”.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

130 periti al Ministero dell'Interno

Next Article

Premio Valcanover per studi sulla montagna

Related Posts
Leggi di più

Rientro dei cervelli in fuga, la ministra Messa ci crede: “Abbiamo messo sul piatto 600 milioni di euro”

In Senato la ministra dell'Università ha confermato l'importante stanziamento del Governo grazie ai fondi del PNRR riguardo al programma di rientro dei ricercatori italiani che sono andati a lavorare all'estero. E sul no della Gran Bretagna per il visto speciale per i nostri laureati: "Noi siamo diversi da loro e accogliamo chiunque abbia le capacità di innovare".