"I nostri laureati pronti alla concorrenza"

L’INTERVISTA. Da poche settimane nuovamente rettore della telematica Giustino Fortunato, il professore Augusto Fantozzi ci racconta perché e come sta portando avanti questo impegno

L’INTERVISTA AD AUGUSTO FANTOZZI, RETTORE DELL’UNIVERSITA’ TELEMATICA GIUSTINO FORTUNATO
Da oltre un anno alla guida dell’Università telematica Giustino Fortunato. Quali sono le potenzialità del vostro ateneo?
Come ogni sfida vera, credo che gli elementi vincenti siano la ricerca della qualità, una squadra di livello animata da professionalità e serietà. Ho trovato a Benevento una grande passione, un entusiasmo sincero e un ottimo livello sia nel corpo docente, sia nei tutor fondamentali per seguire gli studenti nell’apprendimento telematico. Sono arrivate nuove energie professionali, e investimenti tecnologici che hanno senza dubbio fatto crescere la Giustino Fortunato che ha l’obiettivo di migliorare ogni anno, anzi direi ogni semestre, per formare con serietà chi si iscrive ai due nostri corsi di studio in Giurisprudenza. Serietà e qualità sono i due binari sui quali si muove, a cominciare dal Consiglio di amministrazione guidato dal presidente, Gianni Locatelli. già direttore de Il Sole 24 Ore e direttore generale della Rai.
Qual è la tipologia di studente che si iscrive da voi?
In questo nuovo anno accademico aperto il 13 novembre alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dottor Gianni Letta, abbiamo superato complessivamente i 600 iscritti su due corsi, laurea in operatore Giuridico d’Impresa e laurea magistrale in Giurisprudenza. I nostri studenti provengono da quasi tutte le regioni d’Italia, ma come è immaginabile in gran parte dal Centro-Sud. Abbiamo iscritti che per differenti motivi hanno abbandonato in passato l’università tradizionale e che oggi riprendono un percorso di formazione. Così come invece abbiamo studenti che hanno compiuto questa scelta senza altri step precedenti, ritenendo più vicino alle loro esigenze di vita un Ateneo telematico.
Perché preferire una telematica ad un’università in presenza?
Una donna che lavora trova nella Telematica di Benevento un’assistenza diretta, costante, attenta, docenti di ottimo livello, e può più facilmente conciliare i propri temi con i moduli ed i tempi dell’università, comprendendo anche che se immaginava di arrivare ad una laurea-facile, ha scelto l’università sbagliata.
La finalità di un’università a distanza è facilitare il percorso agli studenti lavoratori o promuovere nuove modalità di apprendimento?
Penso che un ateneo telematico sia uno strumento nuovo, e parallelo. Non andrà a rimpiazzare, ma ad affiancare. Non credo che i libri di carta andranno a morire con la presenza dell’ipad, e degli e-book, penso invece che la tecnologia applicata alla cultura così come alla formazione – se seria – possa ampliare la platea di laureati e quindi essere molto positiva.
In Italia ci sono 11 atenei telematici. Non si rischia per “restare sul mercato” di creare percorsi agevolati?
Assolutamente no. In precedenza ho già sottolineato l’esigenza fondamentale di serietà e di ricerca quotidiana di qualità. Oggi, in piena globalizzazione, un laureato in giurisprudenza deve essere pronto ad una grande concorrenza. Se non è preparato, se non ha una formazione valida di qualità, il ‘mercato’ lo sa valutare e si dovrà fermare. Se il percorso è stato agevolato, poi lo paga comunque e la sua università sarebbe responsabile e quindi anch’essa fuori ‘mercato’. Il modello anglosassone con migliaia di studenti iscritti e formati da atenei telematici credo possa essere il futuro a cui anche il nostro Paese può guardare.
Durante l’inaugurazione dell’anno accademico ha sottolineato l’esigenza di “puntare al massimo della qualità”…
I miei traguardi sono quelli della ‘squadra’ della Giustino Fortunato, con in testa il corpo docente e il Comitato ordinatore che coordina le attività didattiche. L’obiettivo è formare studenti che possano inserirsi nel mondo del lavoro, sempre più difficile, formare ragazze e ragazzi che possano poi guardare indietro e poter dire che hanno compiuto la scelta giusta, con orgoglio, una scelta importante per il proprio futuro. Nell’atrio del mio liceo vi era in alto una scritta: “Foste non fatti per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. Questo, che è divenuto poi il filo che ha segnato la mia vita, vorrei trasmettere ai nostri studenti.
Anna Di Russo
 

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