I Ministri Barca e Profumo a caccia di “Messaggeri” per il Sud

I Ministri Barca e Profumo cercano 100 messaggeri da inviare nelle Università del sud per formare i giovani ad un tipo di apprendimento europeo. Attraverso lezioni frontali tenute dagli esperti, si punta a far sviluppare capacità critiche e strumenti così da chiedere il miglioramento della didattica e della ricerca delle università del sud.
da sx i Ministri Profumo e Barca
da sx i Ministri Profumo e Barca

I Ministri Barca e Profumo cercano 100 messaggeri da inviare nelle Università del sud per formare i giovani ad un tipo di apprendimento  europeo. Attraverso lezioni frontali tenute dagli esperti, si punta a far sviluppare capacità critiche e strumenti così da chiedere il miglioramento della didattica e della ricerca delle università del sud. Sono in sostanza queste le finalità del progetto “I messaggeri”, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso la sala polifunzionale di via Santa Maria in Via 37.

All’incontro con la stampa presieduto dai Ministri dell’Università e dell’Istruzione Francesco Profumo e quello per la coesione territoriale Fabrizio Barca, erano presenti Eugenio Coccia, direttore del Gran Sasso Science Institute dell’INFN, Luigi Guiso, Axa Professor of Household finanche Einaudi Institute.

Il progetto, finanziato con oltre 5 milioni di euro, si svilupperà in tre anni a partire da quello corrente ed è diviso in tre step fondamentali. Durante la prima fase saranno individuati 1000 “messaggeri”, ovvero ricercatori italiani e stranieri che lavorano presso le università estere perché vengano a tenere lezioni (in lingua italiana) presso gli Atenei dell’area della “convergenza” e che saranno individuati attraverso la pubblicazione di un bando.

Le lezioni dureranno da 20 a 45 ore e comprenderanno attività di laboratorio. Ad ogni ciclo di docenze parteciperanno gruppi di massimo 30 studenti del terzo anno i quali apprenderanno contenuti generalisti ed interdisciplinari discrezionalmente prediletti dai singoli esperti. Proprio i ricercatori individueranno gli allievi più meritevoli da portare presso i propri atenei all’estero.

Un momento della conferenza

Il periodo di permanenza all’estero sarà totalmente finanziato dai dicasteri promotori del progetto. Gli studenti al rientro dovranno trasmettere ai loro colleghi tutte le nozioni e conoscenze apprese con l’obiettivo di fare “contaminazione”. La pubblicazione del bando, rivolto a ricercatori e Dipartimenti universitari di Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, è prevista per metà settembre.

Seguirà poi un secondo bando che sarà pubblicato entro il prossimo autunno e che sosterrà progetti da realizzarsi, tra marzo 2013 e luglio 2014. Per il ministro Barca “Il progetto Messaggeri nasce dalla domanda di giovani e studiosi del sud di potersi aprire a nuove conoscenze e nuovi metodi”, secondo il responsabile del ministero della coesione territoriale “è anche una grande opportunità per creare un prototipo di nuova classe dirigente”.

Per il Ministro Profumo invece l’iniziativa ha ambizioni europee e si ispira proprio ad un progetto lanciato da Bruxelles come Erasmus for all. “La speranza è quella di arrivare a infrastrutture della ricerca europea partecipate”. Marco Mancini, presidente della Crui (Conferenza dei rettori) è sulla linea Profumo: “La formazione e la mobilità hanno un senso se si possono utilizzare infrastrutture della ricerca all’estero”.

Monica D’Ambrosio

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