I laureati under 30 scappano a Sud del mondo

Under 30 in fuga nel Sud del mondo

Under 30 in fuga nel Sud del mondo Un rapporto della Banca mondiale fotografa i flussi migratori dei giovani più qualificati Mete più ambite: i paesi in via di sviluppo come Brasile, Australia o India

Cina, Brasile, Mozambico e Nuova Zelanda. Non sono le mete vacanziere dei giovani studenti, ma le destinazioni in cui “scappano” gli under 30 più qualificati.

Uno studio della Banca mondiale ha fotografato il fenomeno, che vede ogni anno migliaia di giovani laureati ed esperti fuggire dai loro paesi per migrare verso le nazioni che offrono lavoro.

Ad alimentare il flusso d’immigrati qualificati è soprattutto l’Europa: dalla Spagna, nell’ultimo decennio, sono partiti quasi 500mila giovani, il 32% dei quali ha scelto l’America Latina, il 17% l’Africa e il 10% l’Asia; dal Portogallo, invece, solo lo scorso anno, sono emigrati 328 mila ragazzi (50 mila in più rispetto all’anno precedente), molti dei quali alla volta di Brasile, Angola e Mozambico, dove la richiesta di ingegneri è molto sostenuta.

Medesima situazione per gli altri paesi europei colpiti dalla crisi: dalla Grecia sono scappati oltre 120 mila giovani negli ultimi 3 anni, mentre l’Italia ha visto partire quasi 40 mila persone, tra i 20 e i 40 anni, solo nel 2012.

Straordinario il caso irlandese, da dove 120 mila ragazzi under 24 sono emigrati negli ultimi 3 anni.

Ciò che più sorprende sono le destinazioni, che vedono i paesi emergenti guadagnare terreno sul vecchio continente e gli Stati Uniti: in crescita, infatti, i trasferimenti in America Latina e Australia, ma anche in Africa, Nuova Zelanda e persino nelle isole del pacifico.

Un trend che si spiega con la forte richiesta di professionalità proveniente da queste nazioni, come ad esempio, il Brasile che cerca in media 20mila ingegneri l’anno, o la Cina, che ha bisogno di docenti in lingua inglese per quasi 300 milioni di cittadini; ma anche il Canada, che cerca giovani fisioterapisti o l’India e la Nuova Zelanda, a caccia di medici, e infine l’Australia, che sembra aver ingente bisogno di dentisti.

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