Nel giorno dello sciopero generale. Gli studenti scendono in piazza: “Non in mio nome”

 sciopero

 

Oltre 50 cortei in tutta Italia, da Torino a Bari, da Milano a Palermo, ma anche street parade e iniziative di dibattito serali. E’ il giorno dello sciopero generale indetto dalla CGIL E UIL. Studenti e lavoratori precari in piazza per protestare contro le misure della Legge di Stabilità e del Jobs Act. Lo slogan “Così non va”, per esprimere il proprio dissenso contro le politiche economiche del governo e le ipotesi di riforma della pubblica amministrazione.

La diretta dalle piazze:

ORE 10:00 – I ragazzi dell’Unione degli Studenti a Milano

sciopero

ORE 10:20 – Gli studenti dell’UdU manifestano a Roma.

udu roma

ORE 10:40 – A Milano 5.000 studenti in corteo diretti verso la Regione. “Pretendiamo il rifinanziamento della scuola e dell’università pubblica, solo così si ferma l’espulsione di massa degli studenti dai luoghi di formazione”.

milano regione

ORE 10:50 – Torino, il corteo comincia a riempire piazza San Carlo

torino

ORE 10:55- Rete degli Studenti in piazza a Firenze

firenzwe

ORE 11:00 – Partito il corteo a Roma. Rete della Conoscenza: “Mobilitazione straordinaria che parla a tutto il Paese”

roma straordinaria

ORE 11:45 – Roma, il corteo continua: “Stoppiamo il Jobs Act”

continua il corteo-Roma

 

ORE 12:10- Gli studenti in corteo a Roma: “Con la legge di stabilità meno e il decreto Sblocca Italia 45.000 borse di studio in Italia. E’ questo il cambiamento del governo Renzi”

roma ponte

ORE 12:30 – A Bari gli studenti hanno occupato il castello Svevo. “Non ci fermeremo”

bari 1

“Tra ieri sera e stamattina sono state fatte diverse azioni di lancio della giornata dello sciopero generale in diverse città del Paese, davanti al Ministero dell’Economia a Roma e nel resto delle città, da Bologna e Pisa fino ad Acerra e Foggia davanti a enti regionali per il diritto allo studio, agenzie interinali, sedi INPS, Uffici Scolastici Regionali – confermano in una nota inviata al Corriere dell’Università gli studenti di Link.

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“Non sono mancati dei blitz anche all’interno dei luoghi del lavoro in nero, nei bar, nei negozi del centro delle città da parte degli studenti travestiti da Babbo Natale per consegnare sarcasticamente il “pacco” del Jobs Act”.

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A Roma il blitz notturno degli studenti dell’UdU a Palazzo Chigi: “Nessuna tangente sul nostro futuro”.

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“Protestiamo contro le le riforme neoliberiste e recessive del Governo Renzi e non accettiamo che vengano approvate in nostro nome, non in nome delle studentesse e degli studenti, non in nome della generazione precaria – dichiara Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza.

Cortei e iniziative lungo tutto l’arco delle 24ore con i lavoratori, i giovani e i precari per dare voce alle istanze di cambiamento reali che vengono  dai percorsi di partecipazione che dalla mobilitazione del 10 Ottobre ad oggi si sono attivati. L’abolizione delle forme di contratto precarie, misure di welfare realmente universali e investimenti nell’istruzione pubblica e aperta a tutti rimangono l’unica vera priorità e il governo la sta colpevolmente eludendo”.

“Con i tagli della legge di Stabilità e dello Sblocca Italia si attaccano per l’ennesima volta l’università pubblica e la ricerca.  – continua Alberto Campailla, portavoce nazionale di Link Coordinamento Universitario – L’approvazione a colpi di fiducia del Jobs Act infatti è un colpo pesante non soltanto per i movimenti sociali e le forze sindacali ma la qualità della democrazia e il futuro della nostra generazione. Si riparta dal diritto allo studio e dal garantire le prospettive dei giovani estendendo diritti e tutele.

“In questi giorni stiamo occupando migliaia di scuole nel Paese perché rifiutiamo una “Buona Scuola” che si appiattisce alle esigenze dei privati e delle aziende  – continua Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – Non possiamo accettare si continuano ad investire milioni in trivellazioni petrolifere, grandi opere inutili e dannose per i nostri territori, serve una radicale inversione di marcia: vogliamo l’istruzione gratuita, un reddito di base, una giusta ed equa retribuzione, investimenti in ricerca e sviluppo per un lavoro degno, una riconversione ecologica del sistema produttivo!”

Alberto Irone Portavoce della Rete degli Studenti Medi dichiara “Oggi in tutte le piazze italiane durante lo sciopero generale accanto alle lavoratrici e ai lavoratori per dire basta agli slogan e costruire un futuro diverso in direzione diritti, istruzione e lavoro per tutti e non solo per pochi. Non possiamo più permetterci un Paese che non investe nelle giovani generazioni, nell’istruzione e nel lavoro: gli ultimi provvedimenti non sono di certo indice di un vero cambiamento, basti pensare alla tanto sbandierata Buona Scuola che non rende veramente partecipi noi studenti nella costruzione di una scuola inclusiva e per tutti, o al Jobs Act che precarizza ulteriormente le condizioni lavorative di noi giovani e non solo. Costruire un futuro diverso, un Paese inclusivo in cui tutti possano avere le stesse possibilità è sicuramente una sfida, una scelta coraggiosa ma possibile e questa scelta chiediamo oggi al Governo: basta nascondersi dietro la scusa della mancanza di fondi, un cambio di rotta è possibile e ripartire dai diritti è l’unica soluzione possibile.”

Gianluca Scuccimarra Coordinatore dell’Unione degli Universitari conclude “Oggi in tutte le piazze italiane in migliaia con le nostre proposte a partire da scuola e università. Per uscire dalla crisi non possiamo più permetterci slogan fine a se stessi, crediamo invece sia necessario ripartire dai finanziamenti all’istruzione, dalla creazione di un sistema di diritto allo studio e welfare che veramente siano in grado di permettere l’accesso ai gradi più alti dell’istruzione anche a chi non può permetterselo, dalla ricerca, dal mondo del lavoro. Un Paese che non investe su settori strategici come istruzione, ricerca e lavoro non possiamo più permettercelo: il numero di laureati è tra i più bassi d’Europa, l’abbandono scolastico e la povertà continuano a crescere, crediamo veramente che per uscire dalla crisi il modo sia fingere di non vedere i veri problemi che affligono l’Italia ormai da troppo tempo? Oggi siamo in piazza ancora una volta accanto alle lavoratrici e ai lavoratori per costruire un futuro diverso in direzione diritti, istruzione, lavoro se non per tutti per chi?”

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