E’ morta Federica Cardia, la ragazza che voleva sconfiggere il cancro con un sorriso

Tanto vinco io

Gli occhi grandi, a palla. Una voglia di vivere senza confini. La capacità di raccontare il dolore e di condividerlo con gli altri. Federica non ce l’ha fatta. “Tanto vinco io” -raccontava sul suo sito, eppure, ieri, Federica ha perso la sua battaglia.

Federica aveva solo 30 anni. Dalla sua Sardegna era partita alla volta di Roma, per completare una carriera accademica di successo. Nel 2011, però, è arrivato il cancro. L’ultimo chirurgo si era rifiutato di operarla: la malattia aveva raggiunto uno stato troppo diffuso.

Eppure, Federica continuava a non sentirsi sola, e a non far sentire soli le migliaia di persone che condividevano la sua storia. Dall’Huffington Post, su cui Federica teneva un blog, la ricordano con affetto: “Noi ne siamo convinti: dalle sue parole emergono una forza e una dignità straordinaria e i suoi blog sono riusciti senza dubbio a sensibilizzare un gran numero di persone. Rileggerli accresce il nostro senso di smarrimento ma allo stesso tempo rafforza l’onore di averla avuta tra no”.

Federica“Tre mesi e più di ospedale (non continuativi, ma più o meno siamo lì) tra alti e bassi, interventi chirurgici e tanta, troppa stanchezza. Spero di darvi buone notizie nelle prossime settimane, per ora buonanotte!”, è questo il suo ultimo messaggio lasciato agli amici di Facebook, che da ieri initerrottamente inodano la sua pagina di messaggi e saluti affettuosi.

La sua biografia era straordinariamente semplice: “Mi chiamo Federica, sono nata 30 anni fa tra le palme e il mare azzurro della Sardegna. Lì dove il vento di maestrale ti smuove i pensieri e la sabbia bianca ti si infila in mezzo ai capelli. La mia vita, a partire dai 19 anni, si è divisa tra questa terra dura e incontaminata e Roma, una metropoli che ti toglie il fiato e che ti insegna a vivere tra mille difficoltà e altrettanti svaghi e attività creative.

La Città Eterna mi ha aperto le braccia per offrirmi una carriera accademica e lavorativa di successo… il tutto interrotto, purtroppo, dalla malattia, che è arrivata come un treno in corsa, “prelevandomi” dalla mia quotidianità, dalla mia vita vera, quella di sempre. Ho deciso di “trasformare il veleno in medicina” dedicandomi con coraggio alla cura di questo male, lanciando la mia sfida tramite il sito www.tantovincoio.com e decidendo di percorrere tutte le strade esistenti che mi condurranno alla vittoria completa e definitiva”.

A Federica, poi, fu proposto di iniziare un nuovo ciclo di cure attraverso una sperimentazione con protocolli farmaceutici aggiornati, ma il processo, non ancora riconosciuto dal Sistena Sanitario Nazionale, aveva costi esorbitanti. Anche in quel caso non fu sola: il suo Sos lanciato a cittadini, oncologi e medici fu raccolto da tanti.

“Avevi 31 anni, ma hai dato una lezione di estrema forza a tutta l’Italia che si è affezionata a te, e che ha seguito la tua guerra contro il cancro” racconta in un messaggio la collega e amica del Globalist Claudia Sarritzu.

“Tanto vinco io” è invaso di visitatori. In alcuni casi non riesce ad aprirsi. Eppure, Federica non è stata sconfitta dalla malattia. Col suo modo di fare, con la sua voglia di affrontare le cose, con la sua forza di combattere, Federica ha vinto lo stesso.

Raffaele Nappi

Total
0
Shares
1 comment
Lascia un commento
Previous Article

Uni Siena e Microcredito di Solidarietà: prestiti agevolati per pagare le tasse universitarie

Next Article

Bonus maturità, spunta la revisione

Related Posts
Leggi di più

Intervista al nuovo rettore di Bergamo Sergio Cavalieri: “Open campus per far riscoprire agli studenti l’Università”

Sul Pnrr: "Uscire da logiche campanilistiche. Si ai consorzi con altre università e imprese ma superare le conflittualità con progetti condivisi". E sugli obiettivi dei dipartimenti: "Le strategie d'ateneo vanno discusse all'interno dell'università e in contrattazione con il ministero e poi si definiscono gli obiettivi da intraprendere"