Concorso truccato alla Sapienza, parla il Prof: “È fisiologico, monto il cavallo che conosco di più”

concorso truccato alla Sapienza
Il professor Francesco Fedele, titolare della cattedra di Cardiologia dell’Università di Roma La Sapienza

 

Concorso truccato alla Sapienza – Parla il professor Francesco Fedele, titolare della cattedra di Cardiologia all’Università di Roma La Sapienza.

“Il vantaggio è rappresentato dal fatto che nel tempo conosci le persone. È fisiologico, monto il cavallo che conosco di più”. Ha dichiarato il professore in un intervista rilasciata a Repubblica.

Lo scandalo era scoppiato alcuni giorni fa, quando la testata romana ha divulgato una mail inviata da uno dei partecipanti al concorso mesi prima della pubblicazione delle graduatorie in cui venivano indicati nomi e cognomi dei futuri vincitori, poi confermati dalle decisioni della commissione.

Di seguito il testo integrale dell’intervista:

Professore, i vincitori del concorso gestito dalla sua scuola di Cardiologia si conoscevano un mese prima delle prove?
“Ho ricevuto anch’io questa email… Non so che dire… Credo di essere una persona abbastanza onesta”.

Professore, gli studenti che lei ha seguito nella sua scuola hanno un vantaggio su chi viene a fare le prove da fuori?
“Il vantaggio è rappresentato dal fatto che nel tempo conosci le persone. È fisiologico, monto il cavallo che conosco di più”.

Che significa? Le prove dovrebbero essere anonime.
“Certo, certo, è tutto segreto”.

E la metafora del cavallo?
“Voglio dire che non si può rendere tutto asettico, affidarci solo ai computer: tot il curriculum, tot una prova a quiz che passano tutti con 60 punti. Nella prova scritta la nostra valutazione ha un peso, credo sia giusto”.

Quindi è possibile che abbassiate il voto di chi ha un curriculum prestigioso ma non è cresciuto alla vostra scuola.
“La commissione fa discussioni approfondite, dure. Cinque membri. Litighiamo. Senta, io qui non sono l’unico che decide, c’è anche il collega pari grado di Cardiologia due… Io non sono un barone, io non conto un cazzo… Il mio maestro, lui sì che faceva il bello e cattivo tempo, entrava solo chi decideva lui”.

In molte facoltà di Medicina la prassi è questa: i primi in graduatoria stanno fermi un giro ed entrano sicuri l’anno dopo.
“Andate a vedere le facoltà di Bari, Padova, Milano, gli altri ospedali romani, il Sant’Andrea, Tor Vergata. Lì sì che ci sono i baroni, non alla Sapienza”.

Professore, uno dei vincitori del concorso era il suo autista.
“Uno studente che mi accompagnava ai convegni, abitiamo vicino… Questo è un colpo basso. Gli chiedevo un passaggio, ma nel periodo dell’esame ho preso le distanze. Ognuno con la sua auto… Quel ragazzo se l’è sudata, per due anni ha fallito la prova, poi ha frequentato, è cresciuto. Ha meritato tutto, mi creda”.

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