Borse di studio, aumentano le tasse regionali

«Per il 2013 e per il 2014 avremo 246 milioni di tasse studentesche e 13 milioni di fondi nazionali con la copertura di meno di una borsa su due e l’unica garanzia dei fondi delle tasse degli studenti» è questo il panorama verso il quale ci stiamo avviando secondo l’Unione degli Universitari.

Unione degli Universitari «dal prossimo anno più della metà degli investimenti nel diritto allo studio saranno soldi presi dalle tasche degli studenti»

«Per il 2013 e per il 2014 avremo 246 milioni di tasse studentesche e 13 milioni di fondi nazionali con la copertura di meno di una borsa su due e l’unica garanzia dei fondi delle tasse degli studenti» è questo il panorama verso il quale ci stiamo avviando secondo l’Unione degli Universitari.

Il contenuto del provvedimento sul diritto allo studio del Consiglio dei Ministri non garantisce nessuna certezza per le borse di studio e punta ad un aumento delle tasse universitarie «La vera e più importante novità – spiega Michele Orezzi, Coordinatore Nazionale dell’Udu – riguarda il finanziamento: dal prossimo anno più della metà degli investimenti nel diritto allo studio saranno soldi presi dalle tasche degli studenti, con un aumento delle tasse per il diritto allo studio che a livello nazionale sarà di almeno il 44%. I fondi che saranno obbligati a pagare gli studenti non saranno neanche sufficienti a garantire la copertura totale dei borsisti per il prossimo anno accademico, ma la situazione più drammatica è prevista per il 2013 e il 2014: appena 12,5 milioni stanziati dallo Stato per la copertura delle borse di studio».

«Lo Stato chiede 75 milioni di euro in più con la tassazione studentesca, arrivando ad un gettito nazionale di quasi 246 milioni di euro, cioè quanti lo Stato ne aveva stanziati nel 2010. Dal 2010 però sono iniziati i tagli brutali al fondo per le borse di studio e quest’anno il fondo nazionale è di 175 milioni. In base anche al contributo che le regioni saranno chiamate a garantire, gli studenti copriranno con le tasse per la prima volta – afferma l’Udu – il 50,3 % della spesa per borse di studio, una realtà inaccettabile tanto per l’aumento delle tasse quanto per la gravissima deresponsabilizzazione dello Stato». Ad unirsi al coro è anche l’Adi, l’associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani. Secondo l’associazione i due decreti proposti dal ministro Profumo su «Programmazione» e «Diritto allo Studio», avranno conseguenze disastrose per le università italiane. «Come avevamo già denunciato, la linea della Riforma Gelmini continua non solo a essere seguita ma – osservano – se ne accresce l’effetto principale: smantellare l’idea che fino a oggi abbiamo avuto dell’Università. Il turn over medio per le università al 21% impedirà ai precari di entrare nei ruoli strutturati. Il problema però è concettualmente ancor più grande perché il blocco non avverrà in base alla tanto millantata meritocrazia, ma in base a parametri che riguardano solo la gestione economica degli atenei. In altre parole i precari verranno espulsi dal sistema universitario non perché non meritevoli, ma perché la propria università non ha rispettato parametri decisi dal Ministero.

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