Bologna, la studentessa no green pass torna in aula e fa sospendere un’altra lezione

Silvia, questa volta accompagnata da un gruppo di studenti, è tornata nell’aula di Piscologia cognitiva della facoltà di Filosofia obbligando la docente che tiene il corso a sospendere la lezione. La madre la difende: “Ci sono state aggressioni violente e inaspettate. E’ molto provata”.
studentessa no green pass
studentessa no green pass

È tornata sul luogo del misfatto, stavolta aiutata però da altri studenti, ma il risultato finale è stato il medesimo ottenuto la settimana scorsa: rifiuto a lasciare l’aula e lezione sospesa per tutti. Silvia, la studentessa di Biella finita nell’occhio del ciclone mediatico per essersi rifiutata di abbandonare l’aula dove era in corso una lezione del corso di Psicologia cognitiva della facoltà di Filosofia dell’Università di Bologna, stamattina ha ripetuto l’impresa obbligando anche questa volta la docente del corso a sospendere la lezione perché lei, e i suoi compagni, non potevano restare seduti in aula perché sprovvisti di green pass.

Anche questa mattina non sono mancati i momenti di tensione con il gruppo di studenti di cui Silvia fa parte che hanno contestato la professoressa Luisa Lugli (che proprio ieri aveva detto di non aver mai visto la ragazza ai suoi corsi) e tutti gli altri che hanno chiamato la polizia. La lezione però alla fine è potuta andare avanti visto che il gruppo di contestatori del certificato verde, dopo aver letto un comunicato in aula e discusso con la professoressa Lugli, se ne sono andati.

Proprio questa mattina la madre della studentessa aveva denunciato all’ANSA le minacce e gli insulti piovuti sui social nei confronti della figlia. “Ci sono state aggressioni violente e inaspettate. Silvia è molto provata. Si è sentita braccata. La professoressa le ha puntato il dito contro e adesso sui social si è scatenato il finimondo. Per noi questi controlli sono anticostituzionali. Silvia ha fato le sue valutazioni quando si è trattato di sottoporsi alla profilassi e ritiene, come noi del resto, che sia una scelta personale, che non deve compromettere la sua libertà. Il caso è esploso perché quel giorno in aula si è presentata da sola, senza il gruppo di supporto e l’episodio è diventato eclatante”. 

Secondo la madre “sarebbe stata l’insegnante, al suo rifiuto di mostrare il certificato, ad allontanarla dall’aula minacciando, se non lo avesse fatto, di sospendere la lezione.” Ne è nato un momento di forte tensione, al termine del quale la lezione non è proseguita, fra le proteste accese degli altri studenti. “Si è sentita braccata – conclude la madre -. La professoressa le ha puntato il dito contro e adesso sui social si è scatenato il finimondo”.

Una versione, quella della madre di Silvia, che è arrivata proprio mentre la figlia stava portando avanti la sua nuova protesta questa volta spalleggiata però da altri studenti. Il risultato però è stato lo stesso di qualche giorno fa: lezione sospesa anche se questa volta non c’è stato un tutti a casa visto che dopo il confronto tra la docente e il gruppo, i ragazzi se ne sono andati.

Total
8
Shares
Lascia un commento
Previous Article

C'è lo studente italiano che lotta contro il bullismo tra i finalisti del Global Student Prize 2021

Next Article

Alle prossime elezioni politiche anche i 18enni potranno votare per il Senato

Related Posts
Leggi di più

Intervista alla senatrice Elena Cattaneo: “Denunciare ogni condotta che tradisce l’etica e la dignità accademica”

"Mi rendo conto che può non essere facile, ma finché non scatterà in ognuno di noi la molla per contribuire al cambiamento, ne usciremo tutti sconfitti, compreso chi penserà di averla fatta franca, di aver vinto", afferma la senatrice e prof.ssa ordinaria di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano, che racconta un suo episodio personale