Studentessa contro green pass a Bologna, parla la docente che ha sgomberato l’aula: “Prima di quel giorno non l’ho mai vista a lezione”

Luisa Lugli, prof di Psicologia cognitiva che ha dovuto interrompere la sua lezione, dice di non aver mai visto, nè prima e nè dopo l’episodio dei giorni scorsi, la studentessa che si è rifiutata di lasciare l’aula perché sprovvista di green pass. “I miei studenti mi hanno detto che l’ha fatto anche altre volte”.

Potrebbe essere una “provocatrice seriale” la studentessa senza green pass che l’altro giorno ha fatto sospendere una lezione all’università di Bologna perché si è rifiutata di lasciare l’aula dove era in corso una lezione di Psicologia cognitiva. La docente che stava tenendo la lezione, Luisa Lugli, e che ha deciso di rimandare tutti i suoi studenti a casa, oggi dice di non averla mai vista prima di quel giorno, né tantomeno dopo l’episodio che ha avuto una grande eco anche sui media nazionali. “Alcuni studenti mi hanno riferito che era già capitato, sempre con la stessa ragazza, ma non ho modo di verificarlo” ha detto la professoressa in un’intervista pubblicata oggi dall’edizione locale di Repubblica.

La docente ha ripercorso anche i momenti che l’hanno portata a prendere una decisione che è stata anche contestata dai suoi stessi studenti che sono stati obbligati a lasciare l’aula dove si stava tenendo la lezione nonostante fossero vaccinati e in possesso del green pass.

“Mi è dispiaciuto. Ma ho solo messo in atto il regolamento per salvaguardare la sicurezza di tutti. Il personale mi ha comunicato che era presente una studentessa sprovvista di certificazione. Io l’ho invitata a uscire, a lasciare l’aula. E lei ha ribadito la sua volontà di rimanere. Quindi ho interrotto la lezione – racconta Luisa Lugli a Repubblica – Prima di farlo ho sentito il direttore. Secondo il protocollo di ateneo, noi docenti siamo tenuti a richiamare il corretto comportamento degli studenti, per salvaguardare la sicurezza di tutti. Li invitiamo anche a rimettersi la mascherina quando finiscono di bere un po’ d’acqua e poi magari la lasciano abbassata”. 

Secondo la docente, inoltre, non ci sarebbe stata nessuna aggressione nei confronti della ragazza senza green pass da parte degli altri studenti presenti in quel momento in aula. “Che io abbia visto non c’è stata nessuna aggressione, soltanto uno scambio di opinioni contrastanti. Anche perché, se fosse avvenuto in aula, chiaramente sarei dovuta intervenire. Il ho riavuto lezione nei giorni successivi e la ragazza non si è più presentata. Penso fosse la prima volta che veniva al mio corso, quantomeno in presenza. Quel giorno mi è dispiaciuto rimandare tutti a casa e mi è dispiaciuto anche che il confronto dopo non stato sia costruttivo. Mi sarebbe piaciuto poterlo avere, ovviamente nella sede adeguata, e senza compromettere l’attività di tutti, ma in aula non era possibile. La ragazza sapeva, perché gliel’avevo detto, che la conseguenza del suo rimanere seduta sarebbe stata quella di fare terminare la lezione per tutti. Credo che possano esserci altri modi per rivendicare la propria libertà, senza ledere quella degli altri” ha concluso la docente di Psicologia cognitiva.

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